Fotovoltaico, la Regione stringe le maglie. La installazioni a terra superiori ai 200kw, cioè superiori ai 4.000 metri quadrati sono bandite dal territorio regionale. Off-limits. I pannelli potranno essere realizzati per lautoconsumo: sopra i tetti delle case e dei capannoni, anche a terra se inferiori ai 4.000 metri. I mega-impianti come si vedono al sud però no. A dirlo è la delibera della giunta regionale guidata da Enrico Rossi e, se il Consiglio regionale a gennaio esprimerà voto favorevole, il divieto scatterà subito. Anche per le richieste di grandi installazioni già presentate. La Regione teme che i mega-impianti possano sottrarre terreno allagricoltura, snaturando il tradizionale paesaggio toscano. Toscana off-limits per gli impianti fotovoltaici a terra. Sono ammesse le piccole installazioni, quelle al di sotto dei 200 kw, cioè sotto i 4.000 metri quadrati di superficie. Per gli impianti più grandi, destinati alla produzione su scala industriale e non solo allautoconsumo, niente da fare. La giunta regionale guidata da Enrico Rossi ha approvato una delibera che verrà discussa dal Consiglio regionale a gennaio. E se lesito sarà favorevole, scatterà il divieto che potrebbe bloccare anche le richieste di mega-impianti da 40 ettari già presentate in Maremma. Un possibile pericolo per agricoltura e territorio denunciato sei mesi fa dal presidente di «Slow Food» Carlo Petrini proprio dalle pagine di Repubblica. E un divieto assoluto, quello concepito dalla giunta Rossi. E se nella delibera si parla di proibire il maxi-fotovoltaico nelle aree dinteresse culturale, in quelle tutelate dal codice del paesaggio, nelle aree classificate Doc e Docg o Dop e Igp, di fatto il divieto «riguarda lintero territorio toscano», spiega il dirigente del settore energia della Regione Edo Bernini. Lelenco delle aree vietate è solo un espediente imposto dalle norme. Ma perché un divieto così generale? Perché il fotovoltaico produce un reddito più alto di quello generato dallagricoltura. E il rischio intravisto dal governo toscano è stato quello di «veder sottratte in pochi anni grandi estensioni di terreno allattività agricola». Di vedere in sostanza snaturato il paesaggio toscano: «Il provvedimento che abbiamo preparato prevede invece di contenere lo sviluppo fotovoltaico a terra per fini di autoconsumo», spiega Bernini. E le richieste di mega-impianti arrivate nella varie amministrazioni provinciali durante i mesi scorsi hanno spinto la Regione a rompere gli indugi. Se il Consiglio regionale sarà dello stesso parere, si potranno dunque installare impianti sui tetti delle case e dei capannoni. Anche a terra, se inferiori ai 200kw. Ma non più di questo. Potranno esserci delle eccezioni, secondo la delibera, nelle aree già urbanizzate e prive di valore paesaggistico o nelle aree degradate. La sostanza non cambia. La Toscana, che fino ad oggi conta una ventina di impianti di pochi ettari di estensione (mediamente 2 ettari) nel pisano, nellaretino e del grossetano, non ospiterà mai selve senza fine di cellule fotovoltaiche comè accaduto nelle regioni del sud. Che ora tentano di fare marcia indietro: «Con questa proposta la nostra regione si allinea agli indirizzi nazionali, coniugando lo sviluppo del fotovoltaico con la valorizzazione del territorio», dicono gli assessori toscani Annarita Bramerini (ambiente), Anna Marson (urbanistica) e Gianni Salvadori (agricoltura), che hanno messo a punto la delibera. Del resto, spiegano nelle motivazioni, «le produzioni di qualità dellagricoltura ed il suo paesaggio sono il biglietto da visita della Toscana nel mondo, una delle maggiori attrattive del turismo e una delle maggiori voci dellexport agroalimentare». SEGUE A PAGINA V