Cinque secoli di storia della città in un percorso multimediale Aprono alle 17,30 le porte del palazzo cinquecentesco di via dei Tribunali "Frammenti e memorie" è il titolo dellitinerario che occupa sette sale al terzo piano delledificio Larchivio storico del Banco di Napoli apre i suoi tesori alla città. Un nuovo e suggestivo percorso multimediale accoglierà i visitatori raccontando per immagini e suoni la vita del più grande ed importante archivio storico-economico del mondo. Non più meta solo di studiosi e addetti ai lavori, oggi alle 17.30, le porte del palazzo cinquecentesco di via dei Tribunali 213, di fronte a Castel Capuano, sveleranno i segreti di oltre cinque secoli di storia di Napoli. "Frammenti e memorie" è il titolo scelto per dare vita ad un itinerario che occupa più di sette sale al terzo piano delledificio, che custodisce un patrimonio di circa 300 milioni di documenti distribuiti in 330 stanze (fino al 5 gennaio dal lunedì al venerdì 10-13 e 15-18.30, escluso i pomeriggi del 24 e 31 dicembre). Un progetto fortemente voluto dalla Fondazione Plart di Maria Pia Incutti che lha proposto al presidente della Fondazione dellIstituto Banco di Napoli, Adriano Giannola e al direttore Aldo Pace. «Lidea mi è venuta - spiega Maria Pia Incutti - mentre lavoravo alla nuova sezione multimediale del mio museo delle plastiche che inaugurerò alla fine di marzo. E importante studiare nuove modalità di comunicazione per il grande pubblico». A creare e realizzare il percorso è stato scelto un esperto in installazioni scenografiche, Stefano Gargiulo della Kaos Produzioni di Milano, che avvalendosi della collaborazione sonora di Pasquale Scialò, ha dato vita ad una emozionante e non più "polverosa", come i più pensano, visione dellarchivio. Allingresso della prima stanza con una grande video-proiezione collocata sotto un arco che separa alte scaffalature piene di volumi, la città entra nellarchivio. Immagini dei vicoli con scene di vita quotidiana e con i rumori esterni di sottofondo, persone che camminano, sembrano venire incontro al visitatore. Dentro e fuori diventano una sola cosa. «Larchivio contiene la città e non ci sono confini architettonici. Ho ripreso i vicoli - spiega Stefano Gargiulo - che quasi si ricollegano ai tanti corridoi di questo luogo per sottolineare questa unione». Negli altri ambienti oltre a riscoprire pile e pile di faldoni che sui loro tagli vedono segnate date o bellissimi stemmi dipinti, alcune voci narranti raccontano le tante storie contenute nei documenti esposti. Larchivio storico del Banco di Napoli possiede gli otto Banchi Pubblici della città a partire dal 1538, e cioè il primo sistema monetario fiduciario al mondo, che anticipa quello della Banca dInghilterra. Transazioni daffitto, pagamenti ad artisti, come Caravaggio per esempio, e addirittura spese per il risarcimento di stupri. Oltre 17 milioni di nomi e cognomi di persone vissute in città o che con essa hanno avuto rapporti sono chiusi nei bancali, nelle pandette e nei libri mastri, di cui alcuni esposti. Le fedi di credito o polizze - si chiamano così gli antenati degli assegni circolari o bancari - pendono ancora dal soffitto impilati uno sullaltro come dei kebab di carta, per scampare ai morsi dei roditori. Tra le tante curiosità scopriamo che cè sempre nei secoli una spesa per il mantenimento di un gatto nella storia dellarchivio. Grazie a questo nuovo percorso multisensoriale i documenti che se ne stanno negli scaffali, interrogati, svelano i tanti segreti che custodiscono.