II Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, intervendo alla cerimonia per la celebrazione dei settanta anni del Circolo ufficiali d'Italia nella sede di Palazzo Barberini, ha di fatto solennizzato la chiusura di un'epoca che a breve dovrebbe venire ufficializzata con il passaggio alla piena fruizione del ministero dei Beni e delle Attività Culturali dei locali attualmente occupati dal Sodalizio, nei quali dovrebbero trovare collocazione le collezioni della Galleria nazionale di arte antica. Il Circolo dovrebbe trasferirsi nella palazzina Savorgnan di Brazzà e nel giardino d'inverno di palazzo Barberini con relative pertinenze. Cambierà anche lo stato giuridico con il passaggio diretto alla responsabilità della difesa, di cui diventerà un organo. Tramonta un'epoca: è un bene o è un male? A parte le nostalgie e i comprensibili rimpianti per un simbolo che era vita quotidiana per molti ufficiali in servizio e in pensione, oltre che per le loro famiglie, bisogna prendere atto del cambiare dei tempi, della realtà attuale estremamente diversa da quella del 18 ottobre 1934, quando il Circolo venne costituito nella sede di Palazzo Barberini, della mutata realtà delle Forze armate italiane oggi su base professionale ed altamente professionalizzate. Un'epoca che si è conclusa e con essa una scala di valori. Oggi gli ufficiali sono dei professionisti della sicurezza e non più la diretta promanazione della sovranità nazionale e del potere regio che la legittimava. Il loro prestigio e il loro ruolo nella società non discendono più dalla regalità delle sedi e delle rappresentanze, che vengono ora, secondo gli attuali canoni culturali, destinati non più a] prestigio di una categoria, ma alla fruizione di tutti, di tutta l'umanità di cui sono patrimonio storico e culturale, con il divenire sede di museo aperto alla fruizione di visitatori di qualsivoglia nazionalità e cultura. La presenza del Presidente Ciampi, che peraltro ha portato alla riscoperta e rivalorizzazione di valori tipici della condizione militare e di ufficiale in particolare, ha significato il traghettamento, sia pure ancora non formalmente avvenuto con il trasferimento di sede, da una realtà superata dai tempi a quella odierna, che comunque non sorge dal nulla e non è in contrapposizione con le migliori tradizioni del passato, che al contrario mantiene vive e vitali. Gli ufficiali hanno perso qualcosa? No, forse hanno guadagnato qualcosa nel crescente legame d'affetto che lega il Paese alle sue Forze armate. Le vestigia della loro settantennale permanenza nella storica sede di Palazzo Barberini rimangono e, al temine della cerimonia solennizzata dalla presenza del Capo dello Stato, il presidente Ciampi ha scoperto uria lapide a ricordo dei soci del Circolo caduti nel nome della patria e per tenere alto l'onore militare. I futuri visitatori, italiani e stranieri, di quei locali che verranno destinati a gallerie museali, passando sotto quella targa non potranno che sentire ulteriore simpatia per chi ha per così lungo tempo preservato, dopo averne curato il restauro, quei luoghi. Forse con la cessione di un simbolo di "nobiltà"esteriore, la categoria acquista presso il pubblico una ulteriore considerazione di "nobiltà" ulteriore, che è la costante.del miglior retaggio delle tradizioni militari.