Regione Passa all'unanimità la norma che ne disciplina la costruzione Eolico selvaggio, nella valle del Tammaro e in tutte le aree a valenza archeologica e paesaggistica non potranno essere realizzati impianti per la produzione di energia a vento. E' stata approvata all'unanimità, infatti, la legge n.245 tradotta con le modifiche e le integrazioni nella legge n.22, riveduta e quindi corretta, che va a disciplinare la costruzione di torri eoliche nel territorio molisano. E' un primo importante passo che intanto frena e quindi ferma ogni tentativo di richiesta di autorizzazioni per aree sottoposte a questo tipo di vincolo così come affermato e specificato nella legge in attesa che entro il 31 dicembre si completi il dispositivo legislativo in materia portando al dibattito e perciò alla votazione dell'aula il recepimento delle Linee guida nazionali. Un atto quest'ultimo necessario per la conservazione del territorio e quindi per una programmazione del settore più ordinata e certa. Berardo relatore della legge ha, quindi, spiegando che c'è stata una comune volontà di tutti ha escluso qualsiasi tipo di ostruzionismo e interesse da parte sua nell'adottare l'articolato portato in Consiglio così come l'approvazione delle Linee guida affidate ad un tavolo tecnico e politico che entro qualche settimana dovrà dare le giuste risposte per evitare l'inserimento delle aree archeologiche nei programmi per la realizzazione dei parchi eolici. Berardo auspicando, inoltre, l'approvazione di un Piano paesaggistico ha anche sottolineato che secondo una verifica sulle istanze presentate e quindi tenendo presente i criteri che si stanno per consolidare nel dispositivo regionale di pali eolici ne potrebbero essere costruiti 600 e non 5 mila come da tempo afferma la Rete dei Comitati contro l'eolico selvaggio. Il presidente della III Commissione, infatti, ha aggiunto che le domande arrivate in Regione sono 2131. Di questi circa 600 sono inedificabili delle rimanenti circa il 60 viene solitamente bocciato. «La legge approvata dal Consiglio - ha spiegato uno dei firmatari dell'ordine del giorno di modifica al testo rivisto dall'aula - è finalizzata ad offrire una doverosa misura di tutela e salvaguardia di rango legislativo del patrimonio ambientale storico e culturale ed archeologico del territorio della Regione Molise. Nell'ambito della propria potestà legislativa la Regione Molise individua e perimetra i territori ricadenti nei Comuni di San Giuliano del Sannio Mirabello Cercepiccola Vinchiaturo e Pietrabbondante come individuati e perimetrali essendo caratterizzati dalla stratificata e diffusa presenza di testimonianze materiali di levato interesse storico ed archeologico inerite in un contesto di paesaggi rurali ancora incontaminati e di rilevante valore naturale morfologico ed estetico». Mario Pietracupa dell'Adc ha detto che il provvedimento approvato è un notevole passo avanti nella speranza che si giunga ad una legislazione più completa nel settore che salvaguardi tutti siti archeologici storici e di interesse paesaggistico ed architettonico del Molise. Romano di «Costruire Democrazia» ha aggiunto che il tavolo tecnico interistituzionale per la valutazione delle Linee guida deve essere allargato ad altri Enti locali e nazionale ed alla Rete delle Associazioni e dei Comitati contro l'eolico selvaggio. L'assessore regionale all'ambiente Muccilli ha concluso sostenendo che bisogna avere molto chiaro il contesto su cui dover agire attuando in maniera scrupolosa e attenta lo studio e l'organizzazione delle Linee guida sul territorio.
MOLISE - Niente pali nelle aree archeologiche
La Regione Molise ha approvato all'unanimità una legge che disciplina la costruzione di torri eoliche in aree a valenza archeologica e paesaggistica. La legge esclude la costruzione di impianti per la produzione di energia a vento in queste aree. Il presidente della III Commissione ha spiegato che le domande di autorizzazione per la costruzione di impianti eolici sono state 2131, di cui circa 600 sono inedificabili e il 60% viene bocciato. La legge è stata approvata per offrire una misura di tutela del patrimonio ambientale storico e culturale del territorio.
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