«Trovo criminale danneggiare i monumenti, le chiese di Roma. E' come danneggiare la nostra memoria, le nostre radici». Il sovrintendente comunale Umberto Broccoli non usa mezze parole per definire lo scempio consumato ieri in piazza del Popolo. Danni non gravissimi, in termini economici, ma moralmente inaccettabili, spiega il sovrintendente: «Sembra essere passato un tornado - commenta mentre effettua un primo sopralluogo con la collega Anna Maria Cerioni, la storica dell'Arte e l'architetto Francesco Giovannetti. «Per fortuna tutte cose sufficientemente riparabili, ma mi faccia fare un discorso populista: sono soldi miei e suoi, sa?». «E' passato un tornado». Di ritorno da piazza del Popolo, Umberto Broccoli, ha fatto una prima conta dei danni insieme a una squadra della Sovraintendenza, la storica dell'Arte Anna Maria Cerioni, l'architetto Francesco Giovannetti. «Per fortuna tutte cose sufficientemente riparabili ma mi faccia fare un discorso populista: sono soldi miei e suoi, sa?». «Andiamo per ordine: hanno scheggiato sul prospetto di piazzale Flaminio una piccola parte del manto della statua di San Pietro - continua il sovraintendente ai beni culturali del Comune - per fortuna, stavolta è il caso di dirlo, è una copia in gesso del 2002, l'originale di Mochi si trova a Palazzo Braschi». «Ancora: abbiamo trovato una piccola scalfitura sul basamento della porta, della vernice gialla sparsa sui gradini della chiesa di Santa Maria del Popolo e altra vernice, marrone, è stata gettata sul travertino dell'arco più vicino alla chiesa e sulla strada. Divelto un colonnotto dall'altro lato, vicino a Santa Maria dei miracoli». Ancora non è in grado la Sovraintendenza del Comune di fare una stima di quanto costeranno gli interventi. «Parliamo di migliaia di euro, i beni culturali sono ancora sotto osservazione, non sono danni gravissimi, ma la cosa non mi consola, ripeto. Trovo criminale danneggiare i monumenti, le chiese di Roma. E' come danneggiare la nostra memoria, le nostre radici». Il responsabile del Decoro urbano Mirko Giannotta ha rassicurato Broccoli al telefono che già in nottata avrebbe iniziato a rimuovere scritte, sbaffature, cassonetti e resti della "battaglia" rimasti a terra a piazza del Popolo e nelle zone vicine. «L'arredo urbano è completamente divelto... - riprende il sovraintendente - Il problema serio anche in termini di spesa, sarà rimettere come stavano i sampietrini, la ripavimentazione richiederà la cantierizzazione: soldi che francamente in questo momento economico si potevano evitare». Sampietrini sparsi lungo la discesa del Pincio, pali e cassonetti divelti, bastoni, caschi e resti di guerriglia urbana "addobbano" una piazza fino a ieri illuminata a festa da un albero imponente, luminarie, anche i soliti tradizionali cento presepi. Ora, proprio nei pressi della rassegna, i gradini della scalinata laterale che porta a piazza del Popolo sono danneggiati, scheggiati forse da un cassonetto divelto e lanciato giù, da qualche manifestante.
ROMA - Il sovraintendente Broccoli: È passato un tornado, danneggiati i monumenti.
Il sovrintendente ai beni culturali del Comune di Roma, Umberto Broccoli, ha descritto i danni causati da un gruppo di manifestanti a piazza del Popolo come "criminale" e "moralmente inaccettabili". I danni includono la scheggiatura di una copia in gesso della statua di San Pietro, la scalfitura della vernice gialla e marrone su alcuni monumenti e la diveltione di arredi urbani. La Sovraintendenza del Comune ha iniziato a rimuovere le scritte e gli oggetti danneggiati, ma il sovrintendente ha espresso preoccupazioni per la spesa necessaria per riparare i danni. I manifestanti hanno anche danneggiato la scalinata laterale che porta a piazza del Popolo.
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