L'ENTE Ville Vesuviane fa scuola. L'attenzione dedicata allo sviluppo della cooperazione tra privati ed enti pubblici che gestiscono i beni culturali, per favorire e garantire una corretta conservazione degli antichi palazzi, diventa un esempio da seguire per tutti gli organismi che operano in Italia. Così, la scorsa settimana, il commissario straordinario dell'Ente Ville Vesuviane, Nucci Oliviero, ha ricevuto dalle mani del ministro per i Beni Culturali, Giuliano Urbani, l'ambito «Premio Villa Veneta». Un riconoscimento che arriva a corredo della manifestazione organizzata dall'Istituto regionale per le Ville Venete ogni due anni e che intende rappresentare un momento di incontro, dialogo e scambio di esperienze tra tutti gli enti «pro-prietari di ville». Un premio che le è stato assegnato anche per l'impegno nella realizzazione di una rete dì collegamento tra gli Ente Ville di tutta Italia. La manifestazione è stata organizzata proprio a pochi giorni dalla firma dello Statuto dell'associazione «Ville d'Italia» (in programma il 27 ottobre a Roma) il cui obiettivo è di stabilire uno strumento, nella forma della Fondazione di gestione, che stabilisca regole comuni per il recupero (e soprattutto la gestione delle strutture) attraverso scambio di informazioni sia sulle legislazioni di tutela che sulle reciproche esperienze di conservazione; la promozione di studi, ricerche e pubblicazioni finalizzate a diffondere e migliorare la conoscenza delle dimore storiche italiane; l'organizzazione di eventi culturali, mostre itineranti e convegni per porre l'attenzione del Governo e della Unione europea sui grandi sistemi di conservazione e valorizzazione del sistema Ville. Una delle sedi operative sarà appunto a Napoli, l'altra a Venezia. «Sono molto grata al presidente dell'Istituto delle Ville Venete, Luciano Zerbinati, di questo riconoscimento - commentai! commissario Nucci Oliviero - È stato un anno di intenso impegno per entrambi e di grandi sacrifici. Fondamentale è stato anche il contributo del nostro direttore generale, Paolo Romanelio».