Il bell'articolo di Luca Del Frà sull'"Unità" di giovedì 9 conferma i gravi limiti e gli alibi sbagliati della Rai odierna. Il più strategico? Vedrete, col digitale terrestre e la moltiplicazione dei canali, quanta cultura faremoFavole. Intanto gli ascoltatori sintonizzati su Rai5 per la "Walkiria" della Scala sono stati molti di meno, e serviti peggio, di quelli che a suo tempo seguirono su Rai3 il tanto contestato "Macbeth" verdiano, una "prima" scaligera in diretta che costò al presidente musicofilo Enzo Siciliano un "crucifige" permanente nonostante "prendesse" ben 1 milione e mezzo di telespettatori. Allora in Rai si usavano specialisti come Guido Barbieri, Piero Gelli e altri. Ora sembra che ci sia soltanto Philippe Daverio, buono per ogni trasmissione. Il troppo stroppia e induce a commettere qualche svarione. Sere fa Daverio è comparso da Santoro ad "Annozero" dove si parlava di post-terremoti. Confesso di aver visto soltanto qualche passaggio, quando peraltro si mettevano in evidenza gli errori marchiani commessi nel costruire tutt'attorno all'ancora atterrato capoluogo abruzzese le cosiddette "new towns" e altre strutture. Purtroppo Philippe Daverio assentiva dicendo che anche in Umbria si era costruito molto intorno. In realtà nel post-terremoto umbro-marchigiano come già in quello del Friuli - il Ministero per i beni Culturali, con Mario Serio direttore, si tenne la regìa del tutto usando la Protezione Civile quale braccio esecutivo, e fece subito partire anche la ricostruzione. Vennero usati i container perché la stagione era già avanzata (fine settembre). Ma si passò nella primavera-estate alle casette prefabbricate in legno di tipo siberiano mantenendo in loco le comunità. Nel contempo furono adeguatamente finanziati i lavori (ministro Walter Veltroni), reclutati i migliori specialisti: strutturisti, Giorgio Croci e Paolo Rocchi, storici dell'arte e architetti delle Soprintendenze e dell'Università, Antonio Paolucci, Maria Luisa Polichetti, Marisa Dalai, Bruno Toscano, Giuseppe Basile, ecc. per un'area terremotata vastissima, da Assisi a Urbino, con 1500 chiese colpite nelle sole Marche e con la Basilica assisiate di San Francesco a rischio di rovina totale.La Rai seguì allora così da vicino quest'ultimo formidabile recupero da dedicarvi 40 ore di filmati tecnici. Risultato: la Basilica integralmente restaurata venne riconsegnata in un biennio ai frati francescani e con attenzione venne realizzato il graduale ripristino, in sicurezza, di centri storici come Foligno, Tolentino, Nocera Umbra, Gualdo, la stessa Assisi. Con un eccellente rapporto MiBAC-Regioni-Enti locali. Un rapporto oggi cancellato e sostituito dal "ghe pensi mi" di BerlusconiBertolaso. Con risultati in ogni senso desolanti. Questa la realtà vera dei fatti.