Alessandria - Alessandria d'Egitto torna ad essere capitale del Mediterraneo e torna sotto i riflettori della storia, come quando Alessandro il Grande k fondò (332 a. C) o come quando fu teatro della grande passione di Cleopatra per Cesare e per Antonio (I sec. a. C).Recenti scoperte archeolo-giche hanno riportato alla ribalta la città egiziana, sede millenaria di cultura ai tempi dell'ellenismo, dell'Impero romano e delle prime chiese cristiane: gli Indiana-Jones locali in collaborazione con studiosi francesi hanno riportato al -k luce più di 5000 loculi dell'antica necropoli. Si tratta proprio della "nekròpolis" di cui park il geografo greco Strabene, un'importantissima area funeraria utilizzata in tutta l'epoca antica e quasi certamente sede del famoso "sèma", mausoleo in cui fu sepolto Alessandro Magno. È proprio questo l'obiettivo degli archeologi, fare la scoperta delle scoperte, quella che da sola giustifica una vita di ricerca; e i responsabili si dicono non lontani: «Abbiamo trovato tre tombe di notabili macedoni della fine del IV secolo a. C subito dopo la fondazione della città. La sepoltura di Alessandro potrebbe essere vicina, se non si trova sotto il mare che in più di 20 secoli è avanzato di 3 O metri e quindi potrebbe aver coperto e distrutto ciò che giaceva sulla riva». Quelle trovate sono tombe di notevole interesse; alcune sono della prima epoca cristiana, quando San Marco fece conoscere la "lieta novella" alla nutrita comunità ebraica alessandrina. E oggi di questi primi credenti si ritrovano i luoghi di sepoltura, semplici e a volte contenenti oggetti legati alla nuova religione. Accanto agli scavi nella necropoli - scavi effettuati con 1 ausilio di apparecchiature molto sofisticate -sono da segnalare anche le operazioni di archeologia subacquea lungo tutto il litorale alessandrino. Qui l'equipe del Centro studi Alessandrini guidata da Jean-Yves Empereur ha identificato i blocchi dell'antico faro, una delle sette meraviglie del mondo, edificato nel III secolo a. C dall'architetto Sostrato di Crudo e crollato nel XIII secolo in seguito a un terremoto. Inoltre l'archeologo francese Frank Goddio ha trovato sotto il mare i resti (sfingi, statue, colonne) del palazzo di Cleopatra, dove la regina si intratteneva con Antonio. È insomma tutto un fermento di lavori e di grandi scoperte (in attesa della scoperta più importante!) in cui siamo presenti anche noi italiani con il gruppo archeologico dell'Università di Torino. Gli Indiana-Jones italiani, diretti dal professor Paolo Gallo, uno dei massimi egittologi del nostro Paese, sono infatti attivi sull'isola di Nelson di fronte ad Abukir, 25 km a ovest dal centro di Alessandria. Qui si affrontarono in una battaglia navale le flotte di Napoleone e dell'ammiraglio britannico Nelson, che prevalse; e l'equipe guidata da Gallo ha già trovato parecchie testimonianze di quell'evento; e ha riportato alla luce anche resti molto più antichi, risalenti a una fase occupazionale precedente all'epoca di Alessandro, quando nella località c'erano gli avamposti commerciali degli antichi faraoni.
Torna alla luce una delle meraviglie del mondo. Scoperti i resti del foro di Alessandria d'Egitto.
Alessandria d'Egitto è tornata a essere una città importante nel Mediterraneo, grazie a recenti scoperte archeologiche. Gli scavi nella necropoli hanno riportato alla luce oltre 5.000 loculi, tra cui tre tombe di notabili macedoni del IV secolo a.C. Si ritiene che la tomba di Alessandro Magno potrebbe essere vicina, sebbene sia stata coperta dal mare per più di 2.000 anni. Altre scoperte includono resti del faro di Alessandria, una delle sette meraviglie del mondo, e del palazzo di Cleopatra. Gli scavi sono stati condotti con l'aiuto di tecnologie sofisticate e hanno anche rivelato resti di una battaglia navale tra Napoleone e Nelson.
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