Cinque anni sotto controllo Il Comune: «Serve un monitoraggio costante» Dal 1972 il Comune ha avviato una serie di rilevazioni strumentali per il controllo dello stato di salute dei due simboli della città Il consolidamento La prima tranche del progetto sulla Garisenda prevedeva il consolidamento delle murature e l'inserimento di elementi in acciaio Le cinture La seconda fase di lavori, appena terminata, ha riguardato l'installazione di alcune cinture metalliche esterne per la messa in sicurezza Via i ponteggi e via quel telo di plastica bianco tanto odiato dai turisti. E non solo. La Garisenda, impacchettata' da anni e di nuovo libera, è il regalo di Natale che restituisce a Bologna una parte della sua identità. «L'ultima fase di lavori, costata circa 100mila euro, che prevedeva il posizionamento di alcune cinture di acciaio per rinforzare la muratura e la sicurezza della torre è terminata spiega l'ingener Fabio Andreon, del settore Lavori Pubblici del Comune . Fa seguito, però, ad un intervento più ampio che è partito all'inizio del 2000, finanziato dalla Fondazione del Monte». Gli studi finalizzati a capire lo stato delle due anziane sorelle, l'Asinelli e la Garisenda, sono iniziati più di dieci anni fa. «In passato è stato fatto un consolidamento interno della torre aggiunge Andreon e con questa cintura esterna in acciaio, fatta con un sistema che si adegua anche agli spostamenti termici, possiamo dire che la Garisenda ora ha un'imbracatuta totale». Adesso l'attenzione si sposta poco più distante: sulla torre degli Asinelli. «I lavori saranno appaltati tra gennaio e febbraio spiega l'ingegnere e dovrebbero iniziare entro marzo. Verrà fatto un consolidamento fino ai primi 35 metri e il ripristino delle murature. Le Torri sono come due pazienti, un po' avanti con l'età, devono essere tenute costantemente sotto controllo, perché possono verificarsi anche accelerazioni anomale. Sia chiaro, non sono in pericolo, non c'è nessun indicatorie che porta in questa direzione, ma hanno 900 anni e vanno seguite». Il Civis e le polemiche che ha scatenato, quindi, non c'entra nulla. «Nel 1999 era già previsto un percorso continuo di monitoraggio delle torri, la spinta era stata del professor Claudio Ceccoli e se il progetto del Civis fosse saltato il controllo, oggi, lo avremmo fatto lo stesso». Il Comune ha stipulato una convezione con l'Alma Mater che per cinque anni terrà sotto stretta sorveglianza le Due Torri. I DATI su cui lavorare saranno forniti da una ditta di Napoli, la Tecnoin, che ha vinto l'appalto e opera in diversi settore dell'ingegneria civile dal 1982. Ad elaborarli sarà il team di professionisti dell'ateneo. I risultati serviranno a pianificare eventuali interventi. «Siamo stati ben lieti di supportare un lavoro necessario e importante per la città», commenta l'ingegner Giuseppe Chili, direttore generale della Fondazione del Monte. L'intero importo, messo a disposizione per gli interventi previsti sulle Due Torri, ammonta a 1 milione e 800mila euro. «Il monitoraggio verrà fatto anche sulle fondazioni conclude Andreon , per capire se in fututo saranno necessari interventi di consolidamento anche su questo fronte».