Alla conferenza dei servizi spunta il problema"calore" «E' un caso nuovo in regione, servono accertamenti» Potrebbe essere il calore a far capitolare il manti impianto previsto a cento metri dal castello storico di Gazzola, oggetto delle valutazioni della conferenza aperta ad aprile. La fase istruttoria resta apertissima e, stando alle indiscrezioni, dovrebbe nascere un gruppo di lavoro tecnico, coordinato da Arpa Piacenza, capace di verificare l'impatto del calore dei pannelli fotovoltaici e, in particolare, le conseguenze sulle abitazioni. Potrebbe essere questo l'apripista regionale per un nuovo contributo nel dibattito della green economy. Un tassello che, piombato sulla conferenza dei servizi di ieri mattina in Provincia sull'impianto foto-voltaico da un megawatt a Gazzola, fino a questo momento era mancato. «Il tema dell'irradiamento del calore spiega Vittorino Francani di Arpa deve essere approfondito in modo più tecnico e scientifico. Dobbiamo analizzare i fatti da un punto di vista scientifico. Non c'è una linea guida precisa su questo punto. Mi sono già attivato in questa direzione con alcuni esperti del settore. A livello regionale credo che un caso analogo non sia ancora emerso. Potrebbe essere un primo caso». Perché solo ora? «Perché probabilmente fino a questo momento - risponde l'esperto - gli impianti erano di dimensione minore o lontani dalle case». Il caso è quello di diecimila metri quadrati di vetri su 40mila metri quadrati di terra, circa 50 pertiche. «Ogni vetro, tra luglio e agosto, dovrebbe raggiungere una temperatura compresa tra i 60 e gli 80 gradi» aveva denunciato pochi giorni fa su "Libertà" Alessandro Viani, il pensionato di 74 anni che si dovrebbe trovare a 20 metri di distanza tra il suo ingresso di casa e il parco fotovoltaico. Viani era pronto a salutare il venticello serale estivo della Valluretta. Ma non è disposto ad arrendersi e proprio ieri mattina, mentre la conferenza dei servizi era in corso, si è presentato in Provincia per spiegare le ragioni dei suoi numerosi esposti a Provincia, Comune, Regione e Soprintendenza dei beni culturali. Intanto, ufficialmente, dalla Provincia, la dirigente Adalgisa Torselli spiega che «non dovremo approfondire solo il calore ma anche altri aspetti tecnici. Siamo in fase istruttoria, non abbiamo ancora finito di fare le valutazioni ma siamo ancora nei 90 giorni previsti dalle linee guida regionali». «Mi è stato detto spiega Viani che oggi (quindi ieri per chi legge, ndc) non si decide nulla e la conferenza dei servizi è stata rinviata per approfondimenti. Dagli uffici di corso Garibaldi mi hanno detto che sarebbero disposti a fare una riunione con 1 Arpa per conoscere in modo approfondito gli effetti del calore. Nel frattempo ho telefonato in Regione, volevo ringraziare l'assessore Sabrina Freda per quanto detto su Libertà. Ma non capisco: se questa riunione si è sciolta con la richiesta di nuova documentazione, significa che ora il progetto dovrà essere normato sulla base delle nuove linee guida regionali. E sulla base di quelle, l'impianto non si può fare». «Mi auguro - ribadisce il consigliere di minoranza Giuseppe Castelnuovo - che siano state ascoltate anche le nostre osservazioni sulla coerenza tra il progetto e le norme del Ptcp: e paradossale che un'amministrazione, quella provinciale, vada contro alle norme che si è data sulla tutela dei beni culturali». Legambiente, intanto, si sta muovendo per chiedere un intervento nelle aree di Caorso e Borgonovo: «Siamo preoccupati spiega Laura Chiappa - dalla quantità enorme di società che hanno portato avanti richieste di impianti contigui in queste zone. La Provincia dovrebbe fare un approfondimento su queste società».
Piacenza. Fotovoltaico che scotta: salta l'impianto a Gazzola?
La Provincia di Piacenza ha convocato una conferenza dei servizi per discutere un caso di calore generato dagli impianti fotovoltaici a Gazzola. Il problema è stato denunciato da un pensionato che si trova a 20 metri di distanza dal parco fotovoltaico. La conferenza ha deciso di fare un approfondimento sulla questione e di creare un gruppo di lavoro tecnico per valutare l'impatto del calore sugli abitanti. Il tema dell'irradiamento del calore è stato mancato alla conferenza dei servizi fino a questo momento. La Provincia ha deciso di fare un approfondimento sulla questione e di ascoltare le osservazioni di diverse organizzazioni, tra cui Legambiente.
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