Rivolta contro la proposta del Sovrintendente Al via la petizione popolare, promossa dai circoli Pd dell'area nord di Napoli, contro la decisione del sovraintendente Gizzi, nel porre sotto vincolo culturale le Vele di Scampia. Le Vele sono abitazioni realizzate tra il 1962 e il 1975. Il progetto di larghe vedute, messo a punto dall'architetto Franz Di Salvo, prevedeva soprattutto lo sviluppo della città di Napoli nella zona nord, dove centinaia di famiglie avrebbero potuto integrarsi e creare una nuova comunità, gettando le basi per un riscatto sociale. Esperimento purtroppo non riuscito. Il fallimento di queste macrostrutture è legato a diversi fattori: difetti di costruzione, mancanza di manutenzione ordinaria e presenza in quella zona di un alto tasso di criminalità organizzata. Proprio i clan della zona hanno fatto diventare le Vele una roccaforte, lo spaccio della droga era diventato una delle attività più fiorenti nei sottopassi degli edifici progettati da Di Salvo. Sono queste le concause che hanno fatto delle Vele una delle zone più degradate della città. Furono proprio questi fattori che indussero, nel 1995, il Consiglio Comunale di Napoli a deliberare, con convinzione, l'abbattimento delle sette vele. Dal 1997 al 2003 sono state, infatti, abbattute tre delle sette "Vele". Oggi, dopo oltre dieci anni da quella decisione, il sovraintendente per i beni architettonici, Stefano Gizzi, ha avviato una procedura urgente per istituire un vincolo di legge sui suddetti edifici. A tal fine ha chiesto al Comune di Napoli, tutti gli atti necessari ad un'eventuale dichiarazione di interesse culturale per il complesso storico - architettonico - urbanistico delle vele. In particolare egli ha fatto osservare che si tratta di "un'opera importante, riportata in una copiosa letteratura", il che comporta nei fatti l'avvio di una procedura di vincolo su quei grandi "mostri" di cemento armato, famosi purtroppo in tutto il mondo. Ma a dire "no" a quella che molti definiscono una follia, fare delle Vele un monumento, sono proprio le persone che vivono in quel quartiere di periferia. «È finita l'epoca della demagogia - dice una giovane donna - c'è un progetto di riqualificazione in atto dell'amministrazione comunale che sta andando avanti e che va completato». Questo progetto, infatti, prevede che al posto delle ultime quattro vele, venga realizzato un intervento pubblico-privato con l'insediamento di funzioni di eccellenza, che insieme alle realizzazione della Facoltà di Medicina avvii lo sviluppo socio economico dell'ottava Municipalità. La popolazione locale dice "basta". È da troppi anni che si strumentalizzano le speranze delle persone, che si fanno promesse, sapendo di non poterle mantenere, e intanto la periferia nord sprofonda in un profondo e silente isolamento. Il comitato organizzatore di questa petizione ha, infine, invitato il Ministro Bondi e i parlamentari ad intervenire, venendo a Scampia per rendersi conto di ciò di cui si sta parlando e di ciò che si vuole realizzare, al fine di evitare il perpetrarsi di ulteriori danni a carico di persone, che solo perché vivono una realtà come questa, sono considerati cittadini di serie B.
Scampia. Vincolo per Vele, comitato per il no
Il sovraintendente per i beni architettonici, Stefano Gizzi, ha avviato una procedura urgente per istituire un vincolo di legge sui suddetti edifici, noti come "Vele di Scampia". Le Vele sono state costruite tra il 1962 e il 1975 e furono progettate per essere una comunità residenziale. Tuttavia, il progetto fallì a causa di diversi fattori, tra cui difetti di costruzione, mancanza di manutenzione e presenza di criminalità organizzata. Nel 1995, il Consiglio Comunale di Napoli decise di abbattere tre delle sette Vele.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo