L'arte, come l'amore, è anche un fatto chimico. Prendete la "Decollazione del Battista" di Caravaggio. Dietro quelle luminose oscurità, dentro la bellezza e l'espressività di quei volti, agisce un complesso sistema di materiali che l'artista ha accuratamente scelto proprio per le loro intime proprietà alchemiche. Materiali che magicamente interagiscono tra loro per generare, ogni volta, quell'insondabile stupore che colpisce e rapisce l'osservatore. Quasi che l'opera vivesse di una sua vita propria, sempre bellissima eppure mai della stessa bellezza. Bellezza di forme, certo, ma anche di misteriosi e prosaici intrecci di agenti e reagenti. E' per questo che ogni serio tentativo di valorizzazione e tutela del patrimonio artistico non può prescindere da un'approfondita conoscenza dei materiali, delle loro proprietà e delle loro stupefacenti combinazioni. E' per questo, inoltre, che accanto alla comprensione squisitamente "artistica" dell'opera ce n'è anche una propriamente scientifica. Anzi, non c'è l'una senza l'altra. Soprattutto se dell'opera si aspira a realizzare una "diagnosi". Sul concetto di diagnosi dell'opera d'arte, sulle prospettive autenticamente multidisciplinari inaugurate dalla diagnostica dei beni culturali, si è discusso nel corso del I Convegno internazionale "Diagnosis for the conservation and valorization of Cultural Heritage", tenutosi nel corso della due giorni appena conclusa presso l'Hotel Capodimonte di Napoli. Promosso dall'Aies (Associazione Italiana Esperti Scientifici) e dalla Società Chimica Italiana, l'evento ha riunito alcuni tra i più autorevoli esperti al mondo nel campo della teoria e delle tecnologie del restauro. Scienziati e umanisti riuniti per discutere insieme su come declinare al meglio il concetto di reversibilità delle opere d'arte. "Il concetto di reversibilità ha spiegato Ciro Piccioli, presidente dell'Aies è oggigiorno divenuto molto difficile da applicare e richiede un percorso progettuale complesso, che conduca ad una diagnosi vera e completa prima di intervenire sull'opera. Questa complessità di principi ha collocato la chimica tra le scienze più utili e necessarie per la conservazione del Patrimonio Culturale ed Ambientale, aprendo di fatto un nuovo settore applicativo per i chimici. Resta tuttavia l'esigenza che i diversi linguaggi che descrivono l'opera d'arte debbano trovare una sintesi nella diagnosi e questo ha sottolineato Piccioli è un problema irrisolto perché non è facile immaginare una diagnosi né tanto meno tradurla in un documento, proprio per la difficoltà di inventare un linguaggio nuovo che superi il semplice accostamento di quelli esistenti". Piccioli, tra i massimi esperti internazionali del settore, già direttore chimico e coordinatore della Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta nonché consigliere nazionale dei Beni Culturali MIBAC, ha insistito sull'importanza della diagnosi anche allo scopo di salvaguardare e potenziare l'unità del suo significato pur nella pluralità delle sue letture critiche. "Il bene culturale si comunica in tutti i modi propri dell'analisi critica ha osservato e questo punto di vista è attuato dalle metodologie interdisciplinari, e tuttavia la sua unità semantica può essere garantita solo dalla diagnosis, che richiede una sensibilità complessa verso i riconoscimenti identitari. Guardare al patrimonio culturale nell'orizzonte della diagnosi significa appunto mobilitare una costante lettura della complessità del reale, con conoscenze ed esperienze al momento non prevedibili che comunque consentano di descrivere in modi nuovi l'opera d'arte, arricchendone i valori e attualizzandone la funzione di monumento nell'era globale". In un momento in cui monumenti invidiatici in tutto il mondo denunciano con tragico clamore un uno stato di conservazione a dir poco approssimativo, il convegno è suonato come un tempestivo memento non solo a chi ha responsabilità dirette nella tutela del patrimonio artistico ma anche nei confronti della cittadinanza "comune". "Conoscere hanno sottolineato i promotori del convegno, tra cui i professori Luigi Campanella e Nicola Lena Cota significa anche misurare e misurare significa creare le condizioni affinché l'acquisizione di dati risulti affidabile. Si potrebbe dire: qualità delle misure significa qualità del progetto di conoscenza e valorizzazione. E' anche un problema di formazione e di educazione, ovvero di cultura contemporanea. La diagnosi, da questo punto di vista, è sintesi creativa, il nuovo che emerge dall'interazione dei diversi linguaggi critici secondo cui si è esaminata e descritta l'operà d'arte, una chiave di lettura che diventa un nuovo valore dell'opera stessa".