I CONTRARI. «Si è passati dai 290 milioni della fattibilità ai 400 della delibera di luglio» Il gruppo di Sperotto denuncia anche «la devastazione forsennata del territorio» Un altro ricorso al Tar per dire no al traforo delle Torricelle. Tre i rilievi di tipo procedurale posti al progetto della strada da Poiano a Ca' di Cozzi, in galleria coperta e poi in trincea, quindi bretella in superficie fino a Verona nord. Il primo: «Costi già esplosi e rischi finanziari a carico del bilancio del Comune, per i prossimi 50 anni», dice Luciano Butti con Alberto Sperotto, presidente del comitato antitraforo, e poi Giampaolo Ventoruzzo e Marcello Toffalini. «L'altro punto è la devastazione forsennata del territorio che deriverebbe dal passante», prosegue Butti, sostenendo che la variante al Piano regolatore con il progetto preliminare del traforo «non è stata preceduta dai necessari presupposti amministrativi». Autore del ricorso è stato il comitato presieduto da Sperotto, con altri cittadini, fra cui proprietari di terreni e case vicini al tracciato, che verranno espropriati per costruire la strada. Alcuni del gruppo, a cominciare da Sperotto, erano presenti ieri nel loggione dell'aula del Consiglio comunale. Sul fronte dei costi Butti rileva che «il costo dell'opera è lievitato dai 290 milioni dello studio di fattibilità agli oltre 400 della delibera comunale del luglio 2010», osserva, «ma l'aspetto più grave è che la bozza di convenzione approvata dalla Giunta addossa al Comune, e non al privato, i rischi collegati a ogni aumento dei costi durante la realizzazione o gestione dell'opera, in evidente contrasto con le norme del project financing». Sul secondo punto, il comitato contesta che siano funzionali al passante la foresteria, l'albergo, in ristoranti, il fast food e l'autolavaggio che costituiscono le compensazioni al privato che costruirà e gestirà il passante. Nel versante amministrativo, il comitato dice di aver riscontrato «la violazione di norme riguardanti le procedure di Valutazione di impatto ambientale strategica. Inoltre manca il parere antisismico e le opere vicine al casello di Verona nord sarebbero dovute essere precedute da un progetto regionale, invece mancano». Secondo il comitato «altrettanto rilevante è la mancata verifica del rispetto del limite massimo di trasformabilità delle aree agricole in aree a diversa destinazione. Oltre alla mancata verifica di come i nuovi volumi, cioè 240mila metri cubi, e le nuove superfici coperte, 15 ettari, incidano su vincoli di dimensionamento non modificabili». Infine, «la Soprintendenza dovrebbe dare il parere archeologico prima della progettazione preliminare».E.G.
Altro ricorso al Tar del comitato Costi lievitati e rischi per il Comune
Il riassunto è il seguente:
Il comitato antitraforo ha presentato un ricorso al Tar per dire no al traforo delle Torricelle. Il progetto prevede la costruzione di una strada in trincea e galleria coperta, con una bretella in superficie fino a Verona nord. Il comitato contesta che il costo dell'opera sia lievitato dai 290 milioni dello studio di fattibilità agli oltre 400 della delibera comunale del luglio 2010. Inoltre, il comitato sostiene che la devastazione del territorio deriverebbe dal passante, e che la variante al Piano regolatore non sia stata preceduta dai necessari presupposti amministrativi.
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