Deputati di Fli, Pd e ApI criticano la richiesta di Visentin per rinviare l'avvio della concertazione Piano Paesistico: è arrivato il momento dello scontro. Tale infatti si preannuncia, piuttosto che un dibattito acceso e costruttivo sull'importante strumento di salvaguardia del patrimonio. A puntare il dito contro il sindaco Roberto Visentin è uno schieramento formato da tre deputati regionali ed un parlamentare nazionale di diversa estrazione. Una nuova alleanza. Quella che fino ad un mese fa non ti saresti aspettato. Da destra a sinistra è il caso di dire. Uno dei leader nazionali di Futuro e libertà Fabio Granata, i deputati regionali del Partito democratico Bruno Marziano e Roberto De Benedictis, ed il deputato regionale di Alleanza per l'Italia Mario Bonomo. «La richiesta "informale" del sindaco Roberto Visentin avanzata, per altro in maniera assolutamente irrituale, all'assessorato regionale ai beni culturali di far slittare la data di avvio della concertazione, prevista con decreto per giovedì, è da respingere per evidenti motivi di ordine tecnico-giuridico e rappresenta l'ulteriore riprova di come questa maggioranza che governa oggi manifesti insofferenza per il più elementare principio della democrazia che è il rispetto delle regole». I quattro parlamentari sottolineano il pericolo che fare slittare «la data di avvio della concertazione vorrebbe dire far slittare a cascata anche tutte le altre date fissate nel decreto. Il che si tradurrebbe nella necessità di riportare il provvedimento, che indica le scadenze provincia per provincia, sul tavolo dell'assessore. Il decreto andrebbe riscritto e riportato all'esame della giunta per una sua successiva approvazione. Qualsiasi altro sindaco potrebbe provare a seguire questa strada e di rinvio in rinvio, questa concertazione non partirebbe mai». Giovedì dovrebbe iniziare la fase di concertazione, momento in cui la Regione consegna agli enti territoriali la proposta di piano redatta dalla Sovrintendenza ai beni culturali. «Diverso discorso è poi valutare l'opportunità di prevedere per le osservazioni un arco temporale più adeguato rispetto ai trenta giorni previsti. Nessuno erigerà le barricate nel momento in cui si tratterà di consentire agli enti locali di completare al meglio il proprio lavoro prima della pubblicazione all'albo pretorio. A partire da quel momento scatterà poi la fase della sperimentazione, quattro mesi di tempo durante i quali tutti i portatori di interessi potranno proporre le loro osservazioni. Un iter articolato che ha bisogno di mantenere dei punti fermi, a cominciare dalla data di avvio della concertazione». Infine delle considerazioni politiche: «Non si vede per quale motivo perdere anche solo un'ora di tempo in più nel mettere a punto uno strumento indispensabile per la salvaguardia del territorio». Ritiene che si stiano utilizzando «metodi sbagliati e irrispettosi delle norme» il parlamentare nazionale del Pid Pippo Gianni: «In spregio all'art. 139 del Codice Urbani, senza alcuna evidenza pubblica, senza alcuna attività istruttoria e senza concertazione, i comuni siciliani dovranno accantonare i propri piani regolatori nelle more dell'attuazione del piano paesaggistico, ed interrompere il rapporto con i cittadini che vedranno lesi da oggi a domani i propri interessi legittimi». Gianni ha presentato una interrogazione al presidente Lombardo e all'assessore regionale ai beni culturali. «I piani regionali provinciali, come per esempio quello di Siracusa, sono ad oggi degli studi di settore redatti spesso da consulenti esterni che senza conoscenza con le ambizioni e le necessità territoriali si apprestano a governare il territorio. Tra pochi giorni i comuni della Sicilia verranno convocati presso l'assessorato regionale per vedersi notificato un piano paesaggistico pre-confezionato a cui se vorranno potranno opporre futili osservazioni che verranno per lo più respinte, determinando di fatto un esproprio ed una consegna illegittima delle prerogative degli enti territoriali rispetto alle decisioni contestabili assunte dalle soprintendenze. La concertazione non può essere intesa come consegna e presa visione dei dettati delle soprintendenze, bensì deve essere l'attuazione di un percorso sereno e di un confronto equilibrato tra i vari portatori d'interessi. Gli uffici tecnici, gli ordini professionali, le associazioni ambientaliste e chiunque ne abbia legittimo interesse devono essere coinvolti nella redazione del piano paesaggistico». L'on. Gianni chiede di sapere perché non venga data la massima diffusione agli studi già realizzati e se non sia necessario verificare che i piani paesaggistici già adottati e quelli di prossima adozione abbiano avuto una adeguata istruttoria preliminare al fine di evitare rilevanti lacune procedurali che porterebbero alla presenza di piani con vizi di illegittimità o addirittura nulli. Un Piano importante per porre rimedio ai guasti del Piano Regolatore secondo il Comitato Parchi. «È l'occasione per il sindaco e per l'attuale maggioranza per dare corpo alle buone intenzioni. È evidente spiega Corrado V. Giuliano che questo Piano Paesistico è una cartina al tornasole di questa nuova giunta. Le buone intenzioni ambientali e di tutela del sindaco e della nuova giunta, troveranno conferma ovvero plateale smentita in seguito alle pressioni insistenti dei palazzinari che avvertono i propri interessi in pericolo».