Firmato dai fratelli Izzo il nuovo centro residenziale Anche con l'architettura si può fare «resistenza». Si può almeno tentare di farlo ritagliando nel territorio attraverso la forma degli edifici, le relazioni tra le parti, i materiali aree protette contraddistinte da qualità diffusa, rigore, semplicità e gusto; senza gesti eclatanti, senza inutili forzature, senza clamore e senza strepito. Resistenza significa allora lavorare sul territorio per costruire non solo palazzi ma anche, soprattutto, le condizioni per una vita migliore degli abitanti, offrendo rimedi alle speculazioni edilizie, alle segregazioni urbane, al degrado e a quei fenomeni di sfruttamento che affliggono buona parte della periferia campana. Resistenza significa fabbricare (ma anche fare l'imprenditore, il politico, l'artista, il professionista) senza scomodare teorie para-filosofiche, senza attingere a immaginari futuristici, senza eccedere nelle mode, senza copiare dalle star internazionali: si può fare architettura di qualità semplicemente lavorando con serietà. L'idea di realizzare edifici con l'obiettivo della «resistenza» è degli architetti Ferruccio e Paola Izzo figli di Alberto Izzo, noto professore e professionista napoletano, vincitore del premio alla carriera Inarch Campania che hanno appena ultimato un piccolo quartiere residenziale che sorge nel territorio della provincia di Caserta, nel Comune di Gricignano di Aversa, in un luogo in cui si sovrappongono in modo disordinato e senza regia nuclei compatti, edificazione diffusa, parti urbane segregate, frammenti disconnessi, aree agricole, zone industriali, centri commerciali, luoghi di svago e infrastrutture ferroviarie. Il tutto in una generalizzata condizione di degrado e d'illegalità. La riflessione dei progettisti è stata più o meno questa: in un intorno che non appartiene più alla natura, ma che nemmeno può più definirsi città in senso stretto, l'unico elemento in grado di offrire una possibilità di orientamento di regola è il forte sistema geografico esistente (esattamente come avviene nella maggior parte delle città campane dove la forza della natura «persiste» nonostante speculazione, ignoranza, abusivismo e ottusità). Dunque è dal paesaggio naturale, dal territorio, che gli architetti possono trovare valori per radicare le abitazioni al luogo con il compito di creare una natura parallela fatta di pietra, mattoni, infissi e coperture com'è sempre avvenuto per secoli nelle nostre antiche città. Il risultato di queste riflessioni è una nuova piccola centralità urbana costituita da case di qualità a costi contenuti realizzate da un soggetto privato. Un piccolo borgo connesso a Napoli e a Caserta attraverso la strada statale 7bis e la linea ferroviaria Roma-Napoli con fermata nella vicina stazione di Gricignano di Aversa. Una centralità che si propone come modello sul territorio, e che fa venire in mente un antico spazio compatto, un luogo chiuso, protetto.
Architettura resistente nel borgo di Gricignano. Edifici che rispettano e valorizzano il territorio
Gli architetti Ferruccio e Paola Izzo hanno realizzato un piccolo quartiere residenziale a Gricignano di Aversa, in provincia di Caserta. Il progetto si propone come un modello di resistenza alle speculazioni edilizie e alle segregazioni urbane. Gli architetti hanno lavorato sul territorio per creare un luogo compatto e protetto, utilizzando materiali locali e semplici forme. Il quartiere è connesso a Napoli e a Caserta attraverso le strade e la ferrovia. Il progetto si propone come un esempio di architettura di qualità che non richiede teorie para-filosofiche o immaginari futuristici, ma solo serietà e attenzione al territorio.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo