Una tomba etrusca tappezzata di decorazioni e affreschi ancora intatti, a due passi da Porta Pia. Peccato che sia finta, uno dei tanti capricci retro' di cui i principi Torlonia, ultimi arrivati sulla scena della nobiltà capotolina, avevano imbottito la propria residenza sulla Nomentana. Ma è uno stupendo e fino ad oggi sconosciuto falso d'autore di 150 anni fà che apre inediti squarci sulla vita e sui gusti di questa famiglia di banchieri mecenati che segnò con la sua inarrestabile ascesa il secolo d'addio della Roma Papalina. La scoperta è avvenuta a fine estate nell'area del cantiere che da qualche mese avvolge il Casino nobile, giunto finalmente al restauro dopo una trafila iniziata nel 1977 con l'apertura al pubblico del parco. Merito della caparbia curiosità di Alberto Vusnardo, un istruttore delle Belle Arti che da 12 anni collabora sul posto al rilancio della villa. « Sullo spiazzo in cui nel 1943 Mussolini, che elesse questa dimora a propria residenza, aveva fatto costruire e interrare un bunker antiaereo, c'era una botola, cementata a sigillare un apertura circondata da una imponente corolla di lastre di pietra. Romano Mussolini mi aveva raccontato che all'epoca il foro era coperto da una grata, da bambino si divertiva a gettarci giù i sassi. Una grotta, una cisterna? Un giorno di pioggia , a lavori fermi ho deciso di scoperchiarlo e andare a darci un'occhiata,calando giù una scala. Scesi un paio di gradini ho puntato la lampada e ho visto lampeggiare sulle pareti delle sagome dipinte. Ma la sorpresa più forte è venuta quando ho messo in piedi sul fondo, un pavimento di terra battuta coperto di melma, e mi sono girato attorno. Una sala a cupola completamente coperta di affreschi in ottimo stato, di cui si era persa l'esistenza». Già, che emozione penetrare in questa misteriosa catacomba. Il cunicolo d'ingresso decorato con un intreccio di foglie di palma è strettisimo, poi, toccata terra, la vista si allarga in una cavità circolare, una decina di metri di diametro, scandita da una ventina di piccole nicchie bordate da riquadri geometrici e da una corona di donnine in peplo. Alzi gli occhi e ti abbraccia lo stupore di un triplice anello di figure che si avvita verso la volta rotonda e schiacciata. Tre cortei di leoni, pantere, grifoni, cinghiali, cervi cani, strani uccelli, intervallati da cornici con motivi floreali. I corpi dipinti in nero, i contorni rosso scuro. Un po' bestiario da bosco mediterraneo, un po' zoo fantastico di mostri e chimere. I colori a tempera sono ancora smaglianti, anche se in alcune zone, l'aria e l'umidità hanno subito cominciato ad intaccarli con patine di condensa». « Il modello iconografico è evidente- spiega Alberta Campitelli, direttrice della villa- Si tratta dell'imitazione di una tomba etrusca, rimodellata secondo il gusto ridondante e accademico dell'Ottocento. Villa Torlonia è piena di questi omaggi al passato, libere ricostruzioni in stile di epoche e architetture con cui i committenti cercavano di emulare fasti e prestigio di antiche dimore come villa Adriana o imitare le attrazioni di altre ville nobiliari, come villa Chigi, villa Albani o villa Borghese. Due templi greci, finte rovine, un anfiteatro modellato come il mausoleo d'Augusto in parte distrutto in parte ora interrato davanti al Casino dei Principi, una serra e una torre che echeggiano l'Oriente delle Mille e una Notte, un campo da tornei . E all'interno dei palazzi pitture, stucchi e arredi che evocano di volta in volta il mondo greco e il Rinascimento, Pompei e l'Egitto, il gotico o il Medioevo. Nessuna meraviglia che il Torlonia, si siano voluti ritagliare anche un angolino etrusco ispirato alle tombe che proprio in quegli anni emergevano dagli scavi nelle loro tenute di Vulci e Cerveteri. La data? Sicuramente dopo il 1840. una guida uscita quell'anno non ne fa menzione. L'autore ? Si, grazie alla memoria del nostro istruttore, l'abbiamo individuato da un vecchio schizzo che prima non eravamo riusciti a interpretare e che ritrae proprio questo falso sepolcro. E stato eseguito da Gian Battista Caretti, l'architetto novarese ingaggiato da Alessandro Torlonia per ampliare e rimaneggiare il Casino nobile. Forse abbiamo individuato anche il pittore, Brumidi, un'artista che fu poi chiamato ad affrescare Il Campidoglio di Washington. La funzione di questo monumento? Alessandro Torlonia lo commissionò come una chicca da esibire ai suoi ospiti. La cripta illuminata da torce era raggiungibile dall'esterno attraverso due tunnel: uno tagliato e distrutto dal bunker di Mussolini, l'altro, ora tamponato e da scavare, che punta verso il teatro dove probabilmente sbocca. Ma come escludere che quel tempio funebre sia stato usato anche per riti d'iniziazione, magari qualche riunione della Massoneria per cui il Principe simpatizzava?»
Tomba etrusca a Villa Torlonia: bellissima, ma è un'imitazione. Rimasta nascosta per 150 anni: gli affreschi ancora in ottimo stato
Una tomba etrusca finta, scoperta a Villa Torlonia, a Roma, dopo 150 anni. La scoperta è stata fatta da Alberto Vusnardo, un istruttore delle Belle Arti, che ha calato una scala per esplorare un cunicolo d'ingresso decorato con un intreccio di foglie di palma. La vista si allarga in una cavità circolare, una decina di metri di diametro, scandita da una ventina di piccole nicchie bordate da riquadri geometrici e da una corona di donnine in peplo. La stanza è coperta di affreschi in ottimo stato, con motivi floreali e bestiari, dipinti in nero e rosso scuro.
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