Soprintendenza al lavoro dopo le infiltrazioni d'acqua. Pagato dal Rotary l'intervento sui dipinti Da pagina 1 Via alla riparazione delle crepe. Restaurati gli affreschi del '400 L'anno in cui era iniziato l'intervento di restauro sulle decorazioni interne Sull'altare Il cantiere di restauro, con un ponteggio alto quasi 35 metri, allestito dai tecnici dei Beni culturali sull'altare C'è una torre sull'altare maggiore di Santa Maria delle Grazie. È un ponteggio di tubolari in ferro: serve da scala. I restauratori della Direzione regionale ai Beni culturali devono salire a 35 metri d'altezza per scoprire, circoscrivere e riparare la «falla» aperta nel lucernario della cupola del Bramante: «I lavori inizieranno questa settimana», annuncia il soprintendente Alberto Artioli. La basilica è un cantiere, i lavori procedono senza pause. Oggi, a quattro anni dall'avvio dell'intervento, viene inaugurato il restauro della facciata interna, l'operazione finanziata dal Rotary Club «Porta Vercellina» sulle decorazioni pittoriche quattrocentesche. Domani, al massimo mercoledì, i tecnici attaccheranno la cupola, il lucernario, la lanterna: «Dobbiamo evitare nuove infiltrazioni d'acqua». È successo appena dopo il crollo di Pompei. All'inizio di novembre aveva piovuto in chiesa, sgocciolava acqua e l'intonaco del tiburio liberava polvere: il pulviscolo, forse salnitro, precipitava dalla copertura e copriva l'altare. Danni da maltempo. Segnali sospetti di fragilità nel gioiello architettonico di Milano. Santa Maria delle Grazie è patrimonio dell'umanità tutelato dall'Unesco, monumento sopravvissuto alle bombe del 1943: «Non può essere compromessa dall'umidità». Erano stati i frati domenicani delle Grazie, il priore Gianni Festa su tutti, ad allertare la Soprintendenza: «Questa costruzione è delicatissima e necessita una manutenzione costante e capillare avevano detto . Ogni segno di degrado dev'essere interpretato e curato». Una squadra dei Beni culturali, il 13 novembre, aveva raggiunto la lanterna delle Grazie con il braccio meccanico di un'autogru e individuato l'area del cedimento strutturale: «L'acqua filtra dal cupolino, serve un intervento d'impermeabilizzazione, forse anche un piccolo tetto di sicurezza». Nei prossimi giorni si saprà con certezza: «I lavori di manutenzione ordinaria vengono svolti periodicamente rassicura Artioli . Avevamo appena controllato il tetto del Cenacolo e quello della Sacrestia, ma sulla cupola sembrava tutto in ordine. D'ora in poi saremo ancora più vigili». Oggi, intanto, sarà scoperto e illustrato al pubblico (ore 19.15) il restauro delle decorazioni realizzate tra il 1482 e il 1485 nella navata centrale della basilica. «La superficie è stata completamente recuperata dall'équipe di Paola Villa sottolinea il Rotary Club . I colori viscontei e sforzeschi hanno ripreso la loro intensità e la primitiva eleganza senza entrare in conflitto con le riprese novecentesche». La luce che filtra dalla finestra «mette finalmente in risalto la tessitura di ornati e fiamme che decora questa bellissima controfacciata». Negli affreschi sulle lunette della volta «è evidente il segno dell'invenzione di Bernardino Zenale, mentre si ipotizza che l'esecuzione sia da attribuire a più artisti, Donato Montorfano e soprattutto Bernardino Butinone, oltre allo stesso Zenale». Ci sono voluti quattro anni di cantiere per ritrovare lo splendore delle origini, la ricchezza artistica della Milano di fine Quattrocento.
MILANO - Torre in Santa Maria delle Grazie per salvare la cupola del Bramante
La Soprintendenza al lavoro di Milano ha annunciato che i lavori di restauro sulla cupola della basilica di Santa Maria delle Grazie sono iniziati. L'intervento, finanziato dal Rotary Club Porta Vercellina, mira a riparare la falla aperta nel lucernario della cupola e a prevenire nuove infiltrazioni d'acqua. I lavori, che richiedono un ponteggio alto 35 metri, saranno condotti dai tecnici dei Beni culturali. La basilica, patrimonio dell'umanità dell'Unesco, è stata segnata da danni da maltempo, come la perdita di polvere e il cedimento strutturale.
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