MILANO II turismo in Italia affronta una fase difficile, segnata da una flessione complessiva delle presenze. Ma c'è un consistente comparto, quello della cultura e dell'arte, che sembra andare controcorrente, e all'interno di questo comparto i grandi giardini storici registrano visite in netta crescita. Nel circuito Grandi giardini italiani, che raggruppa una cinquantina di giardini (tre di Stato, tutti gli altri privati e di fondazioni), quest'anno sono stati venduti 5 milioni e 400mila biglietti. Considerando che i grandi giardini visitabili in Europa occidentale hanno registrato nel 2003 circa 11 milioni di biglietti, si ha un'idea del peso che l'Italia ha in questo segmento. Giardini come quelli di Boboli e Caserta. d'altro canto, figurano insieme a Versailles ai vertici delle classifiche europee per numero di visitatori. «Scelte come quelle di aprire i giardini alle visite vanno riconosciute dice Costando Jannotti Pecci, presidente di Federturismo per il loro contributo alla valorizzazione turistica del patrimonio artistico e paesaggistico. Queste scelte vanno supportate anche con l'elaborazione di un modello gestionale che aiuti i proprietari a far fronte ai costi di gestione, con la creazione di iniziative economicamente valide». E di turismo culturale e di modelli di gestione si parlerà il 20 ottobre a Villa d'Este di Cernobbio (Corno), nel Forum «Impresa di cultura, cultura dell'impresa», promosso da Grandi Giardini Italiani e dal gruppo bancario Merrill Lynch. Tra i patrocinatori, appunto Federturismo e l'Associazione Dimore Storiche Italiane.