"Sono gli studiosi a sbagliarsi: il cranio di Grotta Guattari è la prova di riti primitivi" «Ma quali iene? In quella grotta, sono entrati per ultimi gli uomini». Antonio Pennacchi non ci sta. E replica al paleontologo Giorgio Manzi che, intervistato da Repubblica, ha "attaccato" Le iene del Circeo (Laterza), il libro in cui lo scrittore ricostruisce la storia del cranio neandertaliano di Grotta Guattari, rinvenuto al Circeo nel 1939. Per lautore, che si rifà alle tesi dellarcheologo Alberto Carlo Blanc, scomparso nel 1960, quel reperto testimonierebbe la cerebrofagia rituale degli uomini di Neandertal (sempre e solo senzacca). Per Manzi e per altri illustri colleghi (tra cui Tim White, uno dei maggiori paleontologi viventi) non è così: il teschio sarebbe stato portato da una iena in quella grotta, poi sigillata da una frana per 55 mila anni. «Con tutta onestà racconta lautore, questanno vincitore del premio Strega per Canale Mussolini (Mondadori) sono un tipo ansioso: prima di cominciare a leggere lintervista a Manzi, pensavo mi avessero fatto tana. Invece poi, alla fine della lettura, mi sono tranquillizzato». Come mai, Pennacchi? Gli studiosi non le danno certo ragione. «Intanto è curioso che mi rispondano solo ora che ho vinto il premio Strega. Sono ventanni che porto avanti questa battaglia e non mi hanno mai preso sul serio». La tesi che sostiene nel libro è stata smentita da tempo. La paleosuperficie dove fu rinvenuto il cranio non contiene tracce umane, ma solo di iena «Non è vero. Chi depositò il cranio nella grotta perse un raschiatoio, che fu ritrovato nel 1989. È come se ci avesse lasciato un rolex non è una prova da poco. Insomma, in quel sito gli strumenti litici umani cerano ed è stato scritto negli studi pubblicati in passato. Se ora quegli strumenti sono spariti, qualcuno dovrebbe spiegare perché. Per quale motivo si sono incaponiti sulla iena? Lo chieda a loro». Gli studiosi escludono la cerebrofagia. Il cranio ha un foro praticato alla base. «Ma chi lha detto che se voglio mangiare un cervello devo rompere il cranio dallalto? I saggi di antropologia sostengono il contrario. E lo dimostra anche la collezione di crani della Melanesia conservata alla Sapienza di Roma. Chiunque pratichi la cerebrofagia rituale lo fa dal basso, utilizzando il cranio come coppa. Da cui "Bevi, Rosmunda dal teschio di tuo padre!". Unaltra prova del rito è il cerchio di pietre». I paleontologi mettono in dubbio anche quello. «Io stesso lo chiesi a White: "Ma il cerchio di pietre? Insinuate che labbia costruito a bella posta Blanc, lo scopritore del cranio?". Lui mi fece capire di sì. Io invece non ci credo. Quel cerchio col cranio era isolato da tutto il resto. In quella grotta si celebrava un rito. E non è escluso che sia stata sigillata dagli uomini e non da una frana». Ma come si è appassionato alla paleontologia? «Ero più interessato alla storia romana, in realtà. Prevedendo di scrivere sulle bonifiche dellagro pontino, mi sono messo a studiarla. Poi mi sono imbattuto nei cocci, mi sono iscritto alluniversità: ho preso 30 e lode a "Metodologia e tecnica dello scavo". Gli scienziati credono che non ne sappia niente di tutto questo, eppure ho allattivo due campagne archeologiche. Non pensavo di risalire al Neandertal, ma quando ho scoperto questa storia ci ho visto poco chiaro e ho voluto approfondire». Ha approfondito pure il Neandertal senzacca. «Se permette, sulla lingua almeno, lautorità scientifica sono io. Anche in Germania, Neandertal si scrive senzacca. Comunque, i nemici fanno bene. Un po di provocazione serve sempre. Mannaggia, quando ho vinto il premio Strega, i paleontologi devono essere sbiancati».
Antonio Pennacchi replica al paleontologo Giorgio Manzi: "PERCHÉ DIFENDO IL MIO NEANDERTAL"
Antonio Pennacchi, autore del libro "Le iene del Circeo", replica a Giorgio Manzi, paleontologo, che sostiene che il cranio neandertaliano di Grotta Guattari sia stato portato da una iena. Pennacchi sostiene che il cranio sia stato sigillato da una frana per 55.000 anni, mentre Manzi afferma che il cranio sia stato sigillato da una frana e che non ci siano prove di cerebrofagia rituale. Pennacchi sostiene che il cranio abbia un foro praticato alla base e che i saggi di antropologia sostengano che la cerebrofagia rituale si faccia dal basso, utilizzando il cranio come coppa.
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