Caro direttore, «La pace sola igiene del mondo» sembrano proclamare gli artisti che hanno minacciato di ritirare le loro opere dal «Madre», se davvero la Mbda (la società Finmeccanica in joint-venture che costruisce missili) intervenisse in veste di sponsor a sostenere le incerte fortune del museo di arte moderna di via Settembrini al centro di continue, feroci polemiche. È il rovesciamento dell'assunto «la guerra sola igiene del mondo» quando i futuristi storici esaltavano mitragliatrici e lanciafiamme in occasione della Grande Guerra eMarinetti faceva l'apologia delle autoblindo nel suo romanzo «L'alcova d'acciaio». In alto, il Museo Madre; nel tondo, Michelangelo Pistoletto Gli artisti ospitati al «Madre» invece abborrono la guerra e con essa le tecnologie che l'industria delle armi produce a getto continuo tanto che Michelangelo Pistoletto, come svegliandosi da un brutto sogno, esclama: «Come? Come? Missili di guerra», ma non viene il sospetto che al conformismo guerresco dell'allegra brigata marinettiana si sia sostituito un conformismo uguale e contrario che spinge ad abborrire, senza rifletterci su più di tanto, in nome di una superficiale vocazione pacifista, il mecenatismo della Fimmeccanica (e della Mbda) assieme ai missili ohibò e ai sistemi di puntamento elencati in catalogo? Ma Michelangelo Pistoletto non ha una sua opera nel recentissimo Museo del Novecento che si è inaugurato qualche giorno fa all'Arengario di Milano anche col denaro di Finmeccanica (la somma messa a disposizione dalla società permetterà l'entrata gratuita nel Museo fino a febbraio)? Anche lì gli artisti svuoteranno le sale come si vorrebbero svuotare gli arsenali? Ancora: nel luglio del 2008 la Mbda ha sponsorizzato l'affollatissimo concerto di Zubin Mehta a Piazza Plebiscito con la Nona di Beethoveen. Il grande direttore d'orchestra indiano è dunque un guerrafondaio, alla maniera dei vecchi futuristi, anche se la Nona si chiude con l'Inno alla Gioia di Schiller che è un invito alla fratellanza? Ma Mehta si è sempre dichiarato un «direttore per la pace» e ha diretto un concerto tra le rovine della biblioteca di Sarajevo durante la guerra balcanica del '94, così come nel '91 eseguì musiche a Tel Aviv, quando ai tempi della prima guerra del Golfo, nel cielo di Israele, i missili Patriot fermavano gli Scud iracheni (quindi qualche volta i missili possono anche salvare un Paese dalla distruzione). Negli anni precedenti Mehta aveva suonato a Los Angeles per la fine della guerra del Vietnam, poi, ancora, nel '99, aveva diretto la seconda sinfonia di Mahler nel campo di concentramento di Buchenwald con due orchestre, quella bavarese e quella israeliana. «Sono un direttore per la pace» ha detto una volta, «perché la musica unisce». No, Mehta non è un pacifista superficiale, modaiolo, conformista, ma un autentico paladino delle ragioni della vita contro la guerra. Pistoletto lo sa?
CAMPANIA - Pistoletto, quando il pacifista utilizza le armi del guerrafondaio Marinetti
Il Museo Madre di Napoli ha minacciato di ritirare le sue opere se la società Finmeccanica (Mbda) intervenisse come sponsor. Gli artisti presenti al museo, tra cui Michelangelo Pistoletto, hanno espresso la loro opposizione alla guerra e alle tecnologie prodotte dall'industria delle armi. Pistoletto ha espresso la sua preoccupazione che il mecenatismo della Fimmeccanica possa spingere gli artisti a conformarsi a una superficiale vocazione pacifista. Il direttore d'orchestra Zubin Mehta, che ha sponsorizzato un concerto a Piazza Plebiscito nel 2008, è stato criticato per aver diretto un concerto durante la guerra balcanica del '94 e per aver suonato a Los Angeles per la fine della guerra del Vietnam.
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