Nel nuovo appalto sarà inserita una clausola per riassumere chi ha un'anzianità di almeno quattro mesi 350 I dipendenti di Opera interessati all'accordo 250 I contratti a tempo indeterminato 100 I lavoratori con un contratto a termine Salvi i 350 lavoratori di Opera grazie ad un accordo siglato ieri pomeriggio a Roma tra sindacati, Ministero dei beni culturali e Confcommercio. I dipendenti dell'azienda che fornisce i servizi di bookshop, biglietteria e sorveglianza ai musei statali di Firenze possono finalmente tirare un sospiro di sollievo. L'accordo, raggiunto dopo un duro scontro che ha portato alla chiusura delle gallerie fiorentine nei giorni del ponte dell'Immacolata, inserisce nel contratto una clausola secondo la quale tutti i lavoratori con più di quattro mesi di anzianità debbano essere reintegrati dalla ditta che si aggiudicherà il nuovo appalto e subentrerà nella gestione dei servizi aggiuntivi del polo museale fiorentino a marzo del 2011. «È un grosso passo avanti ha detto Fabio Giunti di Cgil rispetto alle precedenti condizioni dei lavoratore. Il braccio di ferro dei 350 dipendenti di Opera (250 a tempo indeterminato e 100 a tempo determinato) ha avuto inizio a giugno di quest'anno, quando era stato annunciato loro che stando al contratto nazionale di lavoro che avevano sottoscritto, la ditta che si sarebbe aggiudicata il nuovo appalto, non avrebbe avuto l'obbligo di reintegrali. I malumori e le preoccupazioni di un'azienda giovane e a maggioranza femminile, sono andati avanti per i mesi successivi, sfociando nello sciopero del 5 e 7 dicembre, sciopero che ha paralizzato il polo museale fiorentino nelle giornate cruciali per il grande afflusso di turisti italiani e stranieri in città a ridosso del ponte dell'Immacolata. Nella giornata di martedì qualcosa ha cominciato a muoversi, quando Confcommercio, durante una seduta al ministero dei beni culturali presieduta dal direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale Mario Resca, ha proposto ai rappresentanti sindacali la bozza di una clausola da inserire nel contratto, a tutela dei posti di lavoro. «Ci è stata fatta una proposta», avevano spiegato i sindacati in quella occasione, rimandando la decisione all'incontro di ieri, durante il quale è stato finalmente siglato l'accordo definitivo. «Ovviamente aggiunge Giunti una volta fatta l'assegnazione del nuovo appalto ci metteremo tutti nuovamente intorno a un tavolo per parlare delle novità rispetto al passato. Ma per adesso è una grande conquista». Della stessa idea anche Enzo Feliciani della Uil: «Con questo accordo spiega si chiude ufficialmente la vertenza sindacale. E un importante traguardo per la tutela del lavoro. In tempi così difficili, riuscire a garantire a tante persone il loro posto non è una cosa facile. L'essenziale è che, anche con un nuovo gestore, si continui a offrire la stessa qualità ed efficienza che è stata garantita fino ad oggi. Questo è un obiettivo condiviso da tutti».