Lorenzo Pianotti convive sul Naviglio Pavese con mille esemplari scoperti e comprati in ogni angolo dItalia Lunedì per Santa Lucia aprirà a tutti le porte di casa Allingresso il visitatore è accolto dallimponente figura di Azuro, impettito e fiero come i principi delle fiabe di cui porta il nome. In cucina latmosfera è più rilassata grazie alla presenza di Mario e Arturo, troppo minuti per incutere soggezione. Il salotto invece è il regno di Edoardo, che ha più di 200 anni, ma non li dimostra. Loro sono solo alcuni dei mille inquilini con cui Lorenzo Pianotti, 59enne artista messinese trapiantato a Milano dagli anni '70, condivide lappartamento di Alzaia Naviglio Pavese 30. Hanno provenienze, età e storie molto diverse, ma sono accomunati da una caratteristica fondamentale: sono tutti cavalli giocattolo. Pianotti, che dal 2004 apre gratuitamente la sua casa al pubblico e lunedì, in occasione di Santa Lucia, accoglierà per tutto il giorno i visitatori anche senza appuntamento, possiede la più grande collezione al mondo ed è allinstancabile ricerca di nuovi membri di quella che ormai considera a tutti gli effetti una famiglia. «Nella vita ho fatto di tutto: pittore, scultore, stilista, modello e vetrinista - racconta - . Ma i cavalli mi hanno sempre accompagnato e ormai mi sono rassegnato al fatto che la maggior parte della gente che mi propone mostre o set fotografici vuole loro e non me». Daltra parte basta dare unocchiata intorno per capire che la loro presenza è piuttosto ingombrante: occhieggiano dalle mensole della cucina, invadono ogni centimetro del salotto e della veranda, contendendo lo spazio ai libri di fiabe e ai cappelli napoleonici, sonnecchiano in camera da letto e non lasciano un po di privacy neppure in bagno. «Da bambino sono rimasto folgorato da un cavallo visto in Sicilia e ho chiesto a mio padre, che era operaio, di comprarmene uno - ricorda Pianotti - . Ovviamente non potevamo permettercelo e così ho iniziato a disegnarli. Anni dopo, ormai ventenne, sono entrato in un negozio di antiquariato di Taormina e mi hanno colpito due cavallini in legno grezzo. Loro hanno dato il via alla collezione. Li ho comprati per 10mila lire luno, che allepoca non era affatto una cifra irrisoria, battezzandoli poi Mario e Arturo in onore di due amici dinfanzia morti in giovane età». Tutti i cavalli della casa museo hanno un nome che, secondo il proprietario, ne rispecchia la personalità: da Pippo, «che ha il tipico aspetto da meridionale», a Charles, «di origini inglesi e tutto dun pezzo, anche perché è fatto di latta e scalfirlo è molto difficile». A ognuno di loro è legato un aneddoto, «un frammento del puzzle che è la mia vita»: il cavallo da giostra che troneggia nellatrio, per esempio, è stato acquistato da un ricco negoziante di via della Spiga «che ho conosciuto trentanni fa mentre facevo il vetrinista in una boutique di via SantAndrea. Vendevamo le prime giacche dellallora sconosciuto Giorgio Armani e ricordo che toccava a me provarle perché lo stilista non aveva modelli professionisti». Invece Edoardo è un cavallo a dondolo dell800 che è stato acquistato negli anni '70 nella bottega di un antiquario milanese vicino alle Colonne di San Lorenzo «per un milione e 750mila lire. Quando mi chiedevano quanto lavessi pagato, toglievo qualche zero e comunque mi sentivo dare del pazzo». E allappello mancano i 500 cavalli che nel 1999 Pianotti ha venduto a Piero Catelli, presidente del gruppo Chicco, per creare il Museo del cavallo giocattolo di Grandate, in provincia di Como. «Ormai sono pronto a creare un nuovo museo e sto cercando qualcuno che mi aiuti, anche perché non voglio che tutto quello che ho raccolto nel corso di una vita vada disperso - conclude lartista - Vorrei che tutti avessero la possibilità di conoscere e ammirare i miei cavalli».
MILANO - Il principe dei collezionisti "Voglio creare un museo"
Lorenzo Pianotti, un artista messinese di 59 anni, vive in un appartamento di Alzaia Naviglio Pavese 30 a Milano con mille cavalli giocattolo provenienti da tutto il mondo. Il suo appartamento è una casa museo, aperto gratuitamente al pubblico, e Pianotti ha deciso di accogliere anche i visitatori il lunedì di Santa Lucia. I cavalli hanno nomi che riflettono la loro personalità e sono tutti accomunati da una storia unica. Pianotti ha iniziato a raccogliere cavalli giocattolo da bambino e ha creato la sua collezione negli anni '70. Nel 1999 ha venduto 500 cavalli a Piero Catelli per creare il Museo del cavallo giocattolo di Grandate.
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