Caro Augias, servono nuove soluzioni per i beni culturali. È evidente che lo Stato non ha più le risorse finanziarie, di personale per gestire efficacemente un patrimonio sterminato. Tra le varie nuove proposte di cui si sente parlare mi piace segnalarle che, oltre al più volte citato esempio del Museo egizio di Torino che però gestisce un singolo Museo c'è l'esperienza iniziata ormai da quasi tre anni, della Fondazione Aquileia partecipata dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dal ministero per i Beni e le Attività culturali, dal Comune di Aquileia, della Provincia di Udine, e dalla Società per la conservazione della Basilica, Fondazione che ha iniziato un'interessante opera per valorizzare aree archeologiche conferite in uso dal ministero, cosa non semplice ma di grande potenzialità. Rendere corresponsabili Regione e altri Enti pubblici territoriali per valorizzare i propri Beni culturali, oltre che previsto dal Codice dei Beni Culturali, è come è giusto sia motivo di orgoglio per l'intera comunità regionale, e anche sprone per la ricerca di ulteriori finanziamenti privati ed europei. Alviano Scarel Sindaco di Aquileia Colpiscono, nel disastro della gestione culturale, sì la mancanza di soldi, i tagli indiscriminati, la mancanza di una "politica" in senso alto, ma soprattutto il disprezzo. Nelle parole di un Bondi, di un Gasparri, perfino di Tremonti (che pure non è come altri di pasta servile) si sente l'estraneità, il disinteresse, in qualche caso un sentimento di rivalsa verso un mondo giudicato estraneo, ostile. È come se questi esponenti politici rifiutassero di prendere atto che la loro residua dignità nel mondo dipende solo da quei "Beni" (materiali e no) che lì è tutto il loro peso di fronte ai colleghi stranieri. Mecenate era un patrizio romano di età augustea. Mecenati sono stati nei secoli principi e granduchi, anche loro degni spesso di memoria solo per questo. Mecenati i papi romani. Un Giulio II che chiama Michelangelo e Raffaello lavora per abbellire la sua reggia ma segna anche la storia dell'umanità. Mecenate oggi è lo Stato. È umanamente concepibile che un uomo come Bondi si trovi sulle spalle una simile spaventosa eredità e pensi di cavarsela con quattro paroline sbiadite? Quando il maestro Barenboim l'altra sera alla Scala lo ha con impeccabile eleganza schiaffeggiato leggendo l'articolo 9 della Costituzione, il ministro (opportunamente assente) non ha sentito le sue gote avvampare? Le scuse di routine come il momento è critico, la crisi è mondiale, sarebbero sopportabili se si sentisse passione, ansia, ricerca di soluzioni, come per esempio ad Aquileia e ovunque si stia tentando di fare davvero qualcosa, invece di cianciare.