Il direttore regionale per i Beni culturali, Galletti, è preoccupato ma conta di sopperire alle carenze di cassA Nessun problema per la Biblioteca universitaria che sarà comunque aperta in estate «Temo che i tagli sulla cultura generino unaccelerazione del degrado»: il direttore regionale per i Beni Culturali, Maurizio Galletti, è preoccupato. Ma non disperato. Direttore, dal ministero arrivano tagli dal 40 al 50 per tutte le soprintendenze e gli archivi: cosa farà? «I nostri fondi sono da un paio danni di doppia natura: per la manutenzione ordinaria, dove ci sono stati i tagli, e provenienti dal gioco del Lotto o da Arcus. Questi ultimi permetteranno alla Liguria di realizzare progetti importanti su cui sono stati concentrati gli investimenti nazionali, come la Biblioteca Universitaria, per la quale sono stati stanziati da poco due milioni di euro». La nuova Biblioteca Universitaria, nelledificio dellex hotel Columbia, nonostante tutto, vedrà la luce? «Con questi denari, potremo completare gli arredi e sostenere il trasloco dei libri dalla vecchia sede di via Balbi. Entro lestate una parte sarà già aperta al pubblico». La direzione regionale ha messo qualcosa da parte, in cassa? «Abbiamo circa dieci milioni di euro, ecco perché sono preoccupato, ma fino a un certo punto». Cosa rischiano i beni culturali della Liguria? «I piccoli interventi sono preclusi e rischiamo di tornare indietro. Dobbiamo tutti ripensare ai soggetti che ci possano aiutare a gestire i beni, avendo scarsità di fondi. Dobbiamo dunque pensare, in maniera compatibile, a un nuovo rapporto pubblico-privato». Ad esempio? «Inventare eventi, nel contesto dei beni culturali, che portino denari con cui possiamo sopperire alle nostre carenze finanziarie. Alla Biblioteca universitaria metteremo a bando la gestione del bookshop, poi ci sarà una sala convegni, che affitteremo a diverse realtà qualificate del territorio. Insomma basta solo avere idee: organizzare sfilate di moda, convention». (m. bo.)