Finanziamenti dimezzati, Gambari: "Le faremo brucare per togliere lerba dai siti archeologici" Per il 2011 arriverà soltanto il 15 di quanto è stato chiesto dai Beni architettonici MICHELA BOMPANI «Non abbiamo i fondi per falciare lerba nei siti archeologici, stiamo accordandoci con i pastori dei terreni confinanti perché portino a pascolare le pecore nei siti»: Filippo Maria Gambari, soprintendente ai Beni archeologici della Liguria, non riesce a credere alle cifre che il Ministero dei Beni culturali ha appena reso note. Si tratta dei finanziamenti ai programmi, presentati dalle diverse soprintendenze per i prossimi tre anni. Sul 2011, la sua soprintendenza ha subito un taglio del 48 rispetto al 2010. «Abbiamo 248.000 euro, con cui non potremo fare quasi nulla, neppure falciare lerba nei siti, assicurarne la manutenzione, figuriamoci gli scavi», punta il dito. E spiega: «Avevo chiesto fondi per la manutenzione dei siti archeologici nella nostra regione, divisi per provincia: mi hanno finanziato soltanto Spezia e Savona. E a Imperia, come facciamo? E a Genova? Ora dovrò redistribuire questi pochi spiccioli: il ministro Bondi, dopo i crolli a Pompei, ha dato la colpa ai sovrintendenti, che sono cattivi gestori: il problema è che qui non cè più nulla con cui gestire il patrimonio. Si finanziano inoltre progetti singoli, con diversi cespiti, come Arcus o fondi europei, ma è il mantenimento del patrimonio diffuso, in Italia, che viene compromesso. E così accadrà in Liguria». Non va meglio per la soprintendenza per i Beni architettonici, guidata da Giorgio Rossini: «Spero solo che non scoppi un incendio. Altrimenti daremo la colpa al ministro - attacca - ai nostri uffici, per il 2011, arriveranno 390.000 euro: corrisponde al 15 di quanto abbiamo chiesto e dunque di quanto abbiamo bisogno. Cosa faremo con questa miseria? Nulla. Soprattutto non potremo realizzare limpianto antincendio nei nostri depositi, un lavoro prioritario. Non so cosa fare. Non abbiamo più una macchina, ognuno usa la propria, anche io ovviamente. Solo che abbiamo già chiesto anticipi di cassa, per pagare luce, telefoni, pulizia degli uffici: non ci sono più soldi neanche lì. Non si andrà in missione, saranno fermi tutti i restauri. È impossibile lavorare». Nella soprintendenza archeologica hanno dismesso tutto parco macchine e stanno faticosamente equipaggiandosi: «Stiamo comprando una Panda diesel, color "Giallo ottimista", non sto scherzando, è proprio il tipo di tonalità obbligata perché potevamo permetterci solo il modello base. Non avremo i soldi per metterci la benzina, suppongo, adesso». Cocente anche il taglio alla soprintendenza per i Beni artistici, da 345.000 euro del 2010, al 179.951 del 2011. In più sulla soprintendenza pende una spada di Damocle ulteriore: Bruno Ciliento, lattuale soprintendente, dal 1 gennaio andrà in pensione. Si profila dunque, almeno per un periodo, una reggenza. «La nostra soprintendenza tirerà avanti, come si dice - spiega Ciliento - certo fin qui ci siamo arrivati con grandi difficoltà, alla luce di queste ulteriori riduzioni dei finanziamenti trovo difficile che chi mi succederà potrà riuscire a pagare lelettricità o il riscaldamento».
LIGURIA - Soprintendenze, pecore contro i tagli del governo
Il Ministero dei Beni culturali ha ridotto i finanziamenti per i prossimi tre anni. La soprintendenza per i Beni architettonici della Liguria ha subito un taglio del 48% rispetto al 2010. Il soprintendente Filippo Maria Gambari ha dichiarato che non avranno i fondi per fare quasi nulla, neppure falciare lerba nei siti archeologici. Ha anche detto che il ministro Bondi ha dato la colpa ai sovrintendenti per i crolli a Pompei. La soprintendenza per i Beni architettonici ha chiesto 248.000 euro per la manutenzione dei siti archeologici, ma ne hanno ricevuto solo 15.
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