In cambio del trasferimento delle sculture ad Atene la Grecia offre un esposizione permanente Il British Museum non ci sta. Sarebbe un pericoloso precedente Per porre fine alle eterne discussioni sui marmi del Partenone, ospiti del British Museum di Londra ma che la Grecia da sempre rivendica, Atene offre una soluzione di baratto. In cambio della restituzione alla capitale greca degli artefatti dell'Acropoli sotto forma di prestito a lungo termine, Atene rinuncia alla rivendicazione di proprietà e propone di inviare al museo londinese una selezione della sua migliore arte classica, cambiando l'esposizione ogni cinque anni per dare all'Inghilterra un'ottima collezione permanente di sculture, intagli e arte dell'antica Grecia. L'offerta è stata fatta dal ministro greco della cultura, Pavlos Geroulanos, in un'intervista al quotidiano inglese The Times. Geroulanos ha precisato che il suo paese non sarebbe più preoccupato del possesso effettivo dei tesori del Partenone nel momento in cui essi si riunissero alle altre sculture del tempio. È' un tentativo di andare oltre le reciproche rivendicazioni. Gran parte delle opere meglio conservate del fregio del Partenone fu rimossa, con il permesso del sultano, da Lord Elgin, ambasciatore britannico presso l'Impero Ottomano che all'epoca includeva la Grecia. I capolavori vennero trasportati in Gran Bretagna tra il 1801 e il 1805 e acquistati dal parlamento nel 1816. Ma Atene ha sempre considerato illegale quella transazione, ritenendo che i tesori fossero stati depredati. Dal canto suo, il British Museum ha fatto sapere di non avere ricevuto alcuna proposta formale, aggiungendo che non c'è alcun motivo di ritenere che i trustee cambino la loro opinione in materia: bisogna che le sculture continuino a essere visionate nella collezione mondiale del museo londinese. In realtà, al centro dell'attenzione non è soltanto la questione del passaggio di mano delle opere greche, ma il precedente che una simile soluzione rappresenterebbe per tutte le strutture espositive del pianeta. Il British Museum teme che decine di altri paesi sarebbero incoraggiati a reclamare indietro svariati oggetti d'arte, spogliando di tutti i suoi tesori uno dei più grandi musei del mondo. Atene sta tuttavia rafforzando le sue pressioni sulle istituzioni d'Oltremanica. Il ministro greco ha detto che il British si muove fuori dalla realtà, mentre il pubblico è favorevole al ritorno in Grecia, e che sono sempre più deboli gli argomenti difensivi per non modificare l'attuale situazione. Atene vuole che i marmi vengano spostati nel nuovo museo dell'Acropoli, mentre Londra sostiene che in quel contesto sarebbero danneggiati dall'inquinamento. In ogni caso, Geroulanos ha affermato la volontà di avviare colloqui amichevoli con la controparte inglese. Che però, senza i tesori del Partenone, perderebbe una bella fetta di pubblico.