Ludovico Solima è Professore associato di Economia e gestione degli enti culturali nella Sun Caro direttore, avendo rilevato alcune imprecisioni nel dibattito apparso sulla stampa nel corso degli ultimi giorni, Le chiedo ospitalità per precisare taluni aspetti in ordine alla stima che ho condotto sui costi futuri di gestione del museo Madre di Napoli. In particolare, desidero in primo luogo sottolineare che l'analisi è stata svolta con la precisa finalità di fornire un contributo di riflessione in ordine alla futura programmazione regionale in ambito culturale. Da circa quindici anni, infatti, mi occupo di problematiche di gestione delle organizzazioni culturali, svolgendo attività di formazione, studio e ricerca, in ambito nazionale ed internazionale, e pubblicando oltre sessanta lavori sull'argomento. Ritengo che tali competenze siano quelle che mi hanno portato, l'anno scorso, a svolgere il coordinamento scientifico del «Rapporto di attività 2007-2009» del museo Madre di Napoli, che rappresenta uno dei primi tentativi di rendicontazione pubblica compiuto a livello italiano da un museo; per i musei stranieri tale prassi è invece, come è noto, una radicata consuetudine da oltre trent'anni. L'oggetto dell'analisi di cui si è parlato in questi giorni è stato dunque una stima dei costi futuri di gestione del museo Madre e non un'analisi ex-post dei costi sostenuti dallo stesso negli anni scorsi né, tanto meno, un giudizio sulla sua redditività. La valutazione ex-post delle performance di un museo è infatti una attività di tipo complesso, stante la necessità di indagare (anche attraverso il ricorso a specifiche metodologie di analisi ed attività di rilevazione sul campo) le molteplici tipologie di ricadute materiali ed immateriali quindi, di tipo culturale, sociale ed economico che un museo è potenzialmente in grado di esprimere rispetto al territorio di appartenenza nonché di inquadrare i risultati ottenuti attraverso un'analisi di contesto, in grado di restituire un quadro completo delle condizioni socio-economiche nelle quali si manifesta la performance analizzata. Sotto il profilo metodologico, l'analisi è stata in primo luogo condotta attraverso lo svolgimento di una stima di tipo «parametrico», basata pertanto sulla formulazione di una serie di ipotesi in ordine alle principali voci di costo del museo per il suo funzionamento ordinario; tali stime sono state sviluppate sulla base di alcuni dati pubblici del museo ed integrate in alcuni casi da informazioni tratte dal citato Rapporto di Attività. Vorrei quindi sottolineare che i dati utilizzati nell'analisi parametrica sono esclusivamente quelli resi pubblici dal museo Madre in tale Rapporto, accessibili quindi da chiunque, in possesso di adeguate competenze, avesse voluto provare a sviluppare un analogo ragionamento. Un approccio replicabile, quindi, per qualsiasi struttura decida di rendere pubblici i propri dati. Le principali conclusioni a cui sono giunto attraverso l'analisi «parametrica» hanno portato a stimare, per gli anni a venire, un costo di gestione complessivo del museo Madre per la sua apertura al pubblico e prevedendo la realizzazione di mostre, eventi e laboratori didattici che possa oscillare tra i 5,4 ed i 5,8 milioni di euro, avendo assunto che per le mostre si intenda rendere disponibile un budget di circa 2 milioni di euro. I risultati dell'analisi parametrica sono stati incrociati con un'analisi comparativa, condotta su alcune strutture museali, nazionali ed internazionali, che hanno reso disponibili al pubblico i dati sulle proprie attività. Allo scopo, con riferimento a tali istituti, sono stati calcolati due parametri, il «costo per visitatore» ed il «costo per metro quadro». Il parametro «costo per visitatore» è un dato che va utilizzato con molta cautela. Nello specifico, nell'analisi realizzata tale parametro, sebbene esposto, non è stato preso a riferimento perla formulazione delle stime economiche, in quanto cito testualmente «caratterizzato da una maggiore volatilità, risultando evidentemente influenzato in maniera diretta dal numero di visitatori annuo, variabile esogena la cui dimensione può risentire di fenomeni anche di tipo congiunturale, e comunque posti al di fuori della sfera di controllo del museo». Il parametro utilizzato nell'analisi, cioè il «costo per mq» è, come parimenti specificato nella sezione introduttiva dell'analisi, un indicatore di sintesi «grezzo» che, se utilizzato per sviluppare un confronto tra differenti musei, nazionali o internazionali, va opportunamente contestualizzato e raffinato. Nel caso specifico, esso è stato invece calcolato per ottenere un ordine di grandezza a cui riferirsi per ottenere un primo riscontro sulle conclusioni ottenute attraverso l'analisi parametrica, che sono risultate sostanzialmente confermate. Quanto all'opportunità, da parte di mia, di svolgere un lavoro del genere, desidero sottolineare il mio profilo di tecnico, cioè di una persona che è spesso chiamato a mettere a disposizione le sue conoscenze per le istituzioni e nell'interesse pubblico; significherà qualcosa, credo, che due miei studi abbiano avuto la presentazione di due diversi Ministri per i beni culturali, di opposte parti politiche. In conclusione, credo che l'analisi condotta possa costituire un primo elemento di riflessione per le scelte future dei decisori pubblici e potrebbe rappresentare il punto di partenza per sviluppare una riflessione più ampia, nel quadro della costruzione di un sistema integrato dell'arte contemporanea, che riguardi l'intero territorio campano e le interconnessioni con altre esperienze di pari interesse sviluppate nelle altre regioni italiane.