MOSCA - Una ventina tra i più noti italianisti russi ha reso pubblica una lettera aperta al presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, nella quale vengono riproposte polemiche e lamentele sulla gestione attuale dell'Istituto di cultura italiana a Mosca. La missiva è sottoscritta da diversi accademici - politologi, storici, filologi e storici dell'arte - tra i quali Carina Muraviova, Ilia Levin, levghieni Solonovich, Ghennadi Ki-seliov e Irina Celysheva. I firmatari criticano la gestione dell'istituto, che avrebbe adottato una posizione di "ostile isolamento verso il mondo dell'italianistica russo", manifestando un atteggiamento "offensivo" verso un Paese, la Russia, che incarna un patrimonio culturale tra i più importanti al mondo. L'istituto ha ridotto drasticamente i suoi contatti con la realtà culturale russa e ha indebolito tutta una serie di attività. Taluni eventi, ha affermato Solonovich, sono stati salvati solo grazie all'impegno "del ministero degli esteri italiano, dell'ambasciata italiana a Mosca e del ministero della cultura russa". I firmatari si dicono amareggiati poiché questa situazione non favorisce il dialogo culturale tra Roma e Mosca, quando invece i rapporti politici sono caratterizzati da attenzione e da "un costante avvicinamento". Chiedono quindi a Berlusconi di intervenire per "far cessare questo stato di cose" e trovare "possibilmente un nuovo candidato alla direzione dell'Istituto di cultura italiano a Mosca". All'iniziativa di protesta aderiscono anche altri esponenti della vita culturale e artistica russa come Ielena Oparkova, responsabile di una fondazione musicale creata dalla cantante Galina Vishnevskaia e da suo marito, il musicista Mstislav Rostropovich.
Mosca: "L'istituto va a rotoli. Ci aiuti Berlusconi"
Una ventina di italiani noti per la loro attività culturale a Mosca hanno scritto una lettera aperta al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, criticando la gestione attuale dell'Istituto di cultura italiana a Mosca. I firmatari, tra cui accademici e intellettuali, sostengono che l'istituto ha adottato una posizione ostile verso la cultura russa, riducendo i contatti con la realtà culturale russa e indebolendo attività. Chiedono a Berlusconi di intervenire per far cessare questa situazione e trovare un nuovo direttore dell'istituto. L'iniziativa è stata sostenuta anche da esponenti della vita culturale e artistica russa.
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