Nuova replica dell'assessora regionale: «L'azienda di missili? Fa anche ricerca» Caro direttore, avendo rilevato alcune imprecisioni nel dibattito apparso sulla stampa nel corso degli ultimi giorni, Le chiedo ospitalità per precisare taluni aspetti in ordine alla stima che ho condotto sui costi futuri di gestione del museo Madre di Napoli. «Cicelyn e la Fondazione Donnaregina vogliono o no il sostegno dei privati? Si sentono minacciati? La Regione Campania vuole sostenere il museo di via Settembrini, lo ha fatto anche con la modifica di Statuto. Forse qualcuno pensa di venire sbattuto fuori, ma non è questo il punto. Il nostro problema è aiutare il Madre, mi sembra che Cicelyn e soci preferiscano chiuderlo». L'attacco di Caterina Miraglia è duro, nell'ennesima puntata di uno scontro con i vertici del museo «bassoliniano». Dopo le accuse del direttore Cicelyn a proposito del famigerato studio divulgato parzialmente dalla Regione (quello che indica il Madre come museo più costoso del Louvre e di cui parla nell'intervento qui a fianco l'autore, il professore Ludovico Solima), l'assessora contrattacca. «Certo che lo studio esiste, ma serve solo a dare un orientamento per la gestione futura. Non è una polemica personale. Del resto però lo stesso Cicelyn dichiara che quest'anno ha speso la metà degli anni precedenti. Se il Madre è sopravvissuto, allora non si potevano fare prima questi tagli, senza arrivare alla crisi?». Ancora, sulla questione dell'ingresso dei privati, la Miraglia prosegue: «Se entra un socio privato il Madre vivrà meglio. Che cosa significa che la Mbda produce missili? Fa ricerca, e poi anche le armi possono essere usate in senso pacifista. La Ferrari non porta la scritta Marlboro? A me sembra che Cicelyn voglia far diventare la questione, che è seria, un pettegolezzo personale. I musei che lui tira in ballo, come Rivoli e Mart, hanno il sostegno dell'Unicredit. Altrimenti non si va avanti».