TESORI DA VALORIZZARE Il principale polo di attrazione per le mostre in città attira già flussi importanti LUCCA. Servono soldi e idee. E' questa, in sintesi, la richiesta di Aurelio Russo, presidente del Real Collegio, convinto che la struttura abbia enormi potenzialità non del tutto valorizzate. Intanto perché a suo giudizio alcuni enti pubblici stentano a utilizzarla, magari preferendone altre che secondo lui non offrono uno standard qualitativo come il Real Collegio. «Che è dotato di tutti i comfort e attrezzature - sottolinea il presidente - e non ha niente da invidiare ad altri spazi espositivi moderni. Anzi, proprio per le sue caratteristiche, può offrire una scenografia certamente di grande suggestione che non ha paragoni e che, con le sue manifestazioni, porta annualmente in centro storico centomila persone. Una struttura così dovrebbe viaggiare molto di più per tutto l'anno e non restare diversi mesi senza manifestazioni, com'è successo a luglio, agosto e settembre. E' un'opportunità sprecata non solo per il Real Collegio, ma per la città stessa". L'invito di Russo è in particolare al Comune di Lucca che, a differenza di Provincia e Camera di Commercio, non ha ancora firmato una convenzione con l'ente da lui presieduto per convogliare lì una serie di eventi. Frenano lo sviluppo, secondo il presidente, anche i tanti lavori ancora da fare. Infatti soltanto la metà del complesso immobiliare è stato restaurato grazie a finanziamenti che ormai risalgono a diversi anni fa, prima con il Fio, poi con il Lotto e infine con il Giubileo. «Nel secondo e nel terzo chiostro - dice Russo - ci sono spazi e saloni a perdita d'occhio che potrebbero essere utilizzati per allargare lo spazio espositivo o per diventare sede di uffici, come la Soprintendenza arstistica. Ma servono soldi, le entrate dell'attività non bastano, anche se permettono di fare tanti interventi». Russo, tuttavia, non chiede megafinanziamenti né megaprogetti. «Bisognerebbe procedere a piccoli passi - suggerisce -. Fare, insomma, un po' alla volta». Nell'immediato ciò che gli preme di più è la sistemazione degli interni nel secondo chiostro, del quale è in corso - già finanziato - il restauro del tetto, che stava rischiando di crollare. «Ho presentato un progetto alla Fondazione della Cassa di Risparmio - informa - per un contributo di 170mila euro che, aggiunti a 50mila di autofinanziamento, potrebbero permettere il restauro del piano terra, compreso il salone dell'antico refettorio dove, tra l'altro, c'è un bellissimo affresco». Per il momento la risposta dalla fondazione bancaria - che tuttavia in altre occasioni non ha mai fatto mancare i suoi contributi come del resto la Fondazione Banca del Monte - è stata negativa, ma Russo non si dà per vinto e tenterà di nuovo. Crede fermamente, infatti, che gli spazi del Real Collegio siano tutti da recuperare, secondo la logica dei piccoli passi: il pian terreno del secondo chiostro sarebbe il primo passo per allargare gli spazi espositivi e migliorare ulteriormente l'offerta. Russo ha idee anche per il terzo chiostro, il più antico e forse il più bello. Un luogo suggestivo - dove convivono vecchi affreschi di pregio con disegni murali lasciati dai profughi istriani durante la guerra, quando l'edificio fu utilizzato come ricovero - che Russo cerca di tutelare come può, per esempio con enormi reti alle arcate per impedire l'accesso ai piccioni che danneggiano i muri e i pavimenti. Ma è un peccato, a suo giudizio, lasciarlo andare così. Per lui potrebbe diventare, oltreché la sede del Museo diocesano d'arte sacra- progetto sempre valido e grazie al quale, peraltro, sono scaturiti tutti i finanziamenti - anche quella della Soprintendenza artistica, visto che con gli interventi previsti dal Piuss quell'ente dovrà traslocare dall'ex Manifattura tabacchi dove oggi ha gli uffici.