Nei primi undici mesi del 2010 già arrivati oltre 36mila visitatori nell'area museale della Cattedrale LUCCA. Più illuminazione per ammirare i reperti archeologici, ripuliti, nei sotterranei del battistero di S. Giovanni, che dal 1992 è una delle maggiori attrazioni turistiche, essendo di fatto l'unica area archeologica permanente visitabile in città. Da diciotto anni è stata riaperta al pubblico, dopo lunghe opere di restauro che hanno riconsegnato la chiesa di San Giovanni alla città e ai tanti turisti che possono visitarla ogni giorno dell'anno. Oltre 36mila i vistatori nei primi undici mesi del 2010, di cui più di 10mila coloro che vi si sono intrattenuti per i concerti, quasi giornalieri, organizzati da Puccini e la sua Lucca. Ma anche tanti studenti (oltre tremila) e gruppi di adulti e anziani che seguono le didattiche dell'associazione Terzo Millennio in un programma di educazione permanente. E un gruppo di 150 volontari iscritti che fanno formazione. Tanti gli elementi che caratterizzano l'area archeologica del complesso museale che presenta un'incredibile sovrapposizione di strati storici, degna delle menti più eccelse del settore. «Recentemente hanno subito ulteriori e accurate opere di restauro - afferma la responsabile del complesso museale della Cattedrale, Maria Pia Bertolucci, che illustra lo stato attuale dei lavori -. Dal rifacimento dell'impianto elettrico del piano sotterraneo mediante l'installazione di lampade a luce fredda per una migliore conservazione dell'ambiente, al restauro di piccole aree fino alla realizzazione di un nuovo bagno». Tra le novità un servizio innovativo di audio-guida e un nuovo impianto comunicativo e didattico realizzato grazie al progetto "Imparare un Museo" curato dalla prof. Ilaria Barnini della facoltà di architettura di Firenze, che vuole sottolineare il doppio impegno dell'iniziativa di valenza formativa e informativa. «Leggere questo sito archeologico significa comprendere la storia della città che inizia all'incirca dal periodo risalente alla pavimentazione originale del sito datata 180 a.C. - aggiunge Giulio Ciampoltrini, della sovrintendenza archeologica, mostrando alcune zone spogliate degli affreschi che al momento si trovano nel museo di Villa Guinigi -. A differenza di altri siti, la chiesa di San Giovanni si presenta come un intreccio sconvolgente di storia e arte che ha reso complicato ricomporre i diversi elementi dell'edificio che conserva tuttora quella che fu la soglia originale dell'ingresso sulla quale si allarga l'immensa navata della chiesa. Tanto è stato fatto ma molto c'è ancora da fare. Auspico l'arrivo di risorse economiche perchè quanto realizzato finora non rimanga un saggio, ma sia il primo passo per compiere un percorso che consenta di raggiungere risultati sempre migliori che valorizzino la nostra città che merita ogni sforzo per essere più fruibile». Concordi anche l'assessore Moreno Bruni e il rettore della Cattedrale, mons. Giampiero Bachini, convinti che restauro, manutenzione e museilizzazione devono procedere di pari passo.