PISA. È pronto «l'appello del sistema sito-museo della Navi Antiche di Pisa nella Lista del Patrimonio mondiale dell'Umanità» redatto da Mauro Del Corso, presidente dell'associazione degli amici di musei d'Italia. Un appello intorno a cui lavorerà il costitutendo comitato promotore e che ha già trovato fra i sottoscrittori gli onorevoli Ermete Realacci, Paolo Fontanelli e Maria Grazia Gatti. Ed ecco il testo dell'appello: «Stante l'eccezionalità ed unicità storico scientifica del sistema sito-museo delle Navi antiche di Pisa; stante come esso sia rappresentato da un complesso di oltre quindici relitti navali interi o frammentari, dal VI secolo a.C. al VII secolo d.C., molti dei quali affondati con il proprio carico; stante come ciò sia accaduto e permanga nel contesto generale di una darsena urbana di un grande centro (Pisa) la cui vocazione marinara non richiede uteriori spiegazioni, per un periodo di oltre dieci secoli dalla prima età arcaica all'alto medioevo, si sottoscrive il presente appello affinché il sistema sito-museo delle Navi Antiche di Pisa sia inserito nella Lista del Parimonio mondiale dell'Umanità, ai sensi della Convenzione internazionale dell'Unesco (1972) sulla protezione del Patrimonio mondiale culturale e naturale». La proposta degli Amici dei Musei aveva già raccolto l'adesione sia del Comune che della Provincia di Pisa nonché del nostro giornale al fine di organizzare un comitato promotore per il riconoscimento del sito del sistema sito museo-navi come sito Unesco. E proprio su questo tema, i parlamentari Realacci, Fontanelli e Gatti hanno preparato un'interrogazione in cui sottoscrivono il comitato per sito Unesco e la conseguente raccolta di firme. «Spero per il bene del nostro paese che si voglia evitare l'ennesimo caso Pompei. Tutto è fermo da oltre un anno, non si vuole investire in ciò che rendo unico il nostro paese: i beni culturali. Essi sono i nostri beni più pregiati, e fra questi c'è anche lo scavo delle famose navi antiche nell'eccezionale sito archeologico a due passi dalle torre pendente. Anch'esso si trova però in stato di semiabbandono, di limbo senza futuro e certezze», così afferma Ermete Realacci il deputato responsabile nazionale green economy del Pd che preannuncia un'interrogazione parlamentare insieme agli altri parlamentari del Pd Paolo Fontanelli e Maria Grazia Gatti, per far luce sulla incomprensibile empasse in cui versa sia lo scavo del sito che il conseguente progetto di Museo della Navi che sarà ospitato negli Arsenali Medicei alla Cittadella: entrambi progetti la cui responsabilità economica ricade sul Ministero dei Beni culturali il quale aveva preso dei precisi impegni poi disattesi. «Insieme all'interrogazione - continua Realacci - ho anche intenzione di aderire o comunque di sostenere l'azione del Comitato per l'inserimento del sito fra i beni tutelati dall'Unesco. Può essere questa la chiave per restituire risorse e dignità ad un lavoro di importanza mondiale perché tale è il laboratorio sul restauro del legno bagnato: una esperienza nata proprio a partire dallo scavo di Pisa che il mondo ci invidia e chiede di poter studiare e approfondire». «E fra le firme raccolte dal Tirreno, ci sarà anche la mia - promette Realacci -. Valutazioni analoghe potrebbero esser fatte anche per altri luoghi, a partire dalla Certosa di Calci; possibile che il nostro paese non riesca a far tesoro di quanto ha di più prezioso?». Nei prossimi giorni, l'appello per inserire il sistema sito-museo delle navi antiche romane di Pisa nella lista dell'Unesco sarà pubblicato sul sito web del Tirreno e i lettori potranno sottoscriverlo.