L'assessorato regionale è retto dal consigliere leghista della Rai Ettore Albertoni. MILANO Trionfi di revival celtici, profusione di concorsi di poesia dialettale («Prima che venga notte»), fondamentali pubblicazioni di vocabolari italiano-comasco e imperdibili corsi di tradizioni della Val Sabbia e della Val Trompia. Non bada a spese, il professore leghista Ettore Adalberto Albertoni, assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia (lo stesso che siede in quel che resta del Consiglio di Amministrazione della Rai) proprio ieri indicato, insieme al governatore Roberto Formigoni, tra gli uomini «che hanno fatto grande la Padania», quando si tratta di finanziare i! piccolo localismo lombardo. Portafoglio chiuso, invece, per quella che viene liquidata con disprezzo come «la cosiddetta grande cultura». Istituzioni che portano insopportabili nomi come «Casa della Cultura», «Fondazione Feltrinelli», «Fondazione Mazzetta», «Fondazione Corrente», «Istituto Lombardo perla Storia della Resistenza». A denunciare, con precisi dati di spesa alla mano, il comportamento «gretto e chiuso» dell'assessore lumbard, è il gruppo consiliare dei Ds alla Regione Lombardia. «Basta scorrere i bilanci e le variazioni di spesa nelle varie aree culturali della Regione per rendersene conto accusa Maria Chiara Bisogni, consigliera regionale diessina, membro della commissione culturaci troviamo di fronte ad un drammatico impoverimento della qualità degli interventi, che umilia una città europea come Milano ed una Regione importante come la Lombardia». In un panorama di investimenti improntato ad una drammatica riduzione delle spese per la cultura dallo spettacolo, ai musei, alle biblioteche (dal 1999 al 2003 le spese correnti sono crollate da 42 miliardi e 690 milioni a 26 miliardi e 678 milioni di vecchie lire) Albertoni ha deciso di incrementare, invece, con entusiasmo, i progetti dal sapore leghista, relativi ali' «identità locale», come la mostra «II futuro dei Longobardi», ricerche su «La donna gardesana» o «II Giuramento di Pontida». «Quello di Albertoni è un localismo centralista denuncia Daniela Benelli, diessina, ex assessore alla cultura della Provin-cia di Milanole decisioni su cosa finanziare vengono tutte prese centralmente, dalle Regione, escludendo totalmente Comuni e Province. Il suo è un localismo chiuso, contrapposto alla grande cultura. Tutto improntato alla ricerca di improbabili radici celti-che». Una politica che sta mettendo in allarme il mondo della cultura e dello spettacolo milanesi, come è emerso nei giorni scorsi da un seminario a cui hanno partecipato intellettuali come Carlo Bertelli, Raffaele De Grada, Giovanni Cesareo, Fulvio Papi. Lo stesso allarme che si avverte all'interno della sede Rai di Milano. Come denuncia Pierangelo Ferrari, capogruppo Ds nel Consiglio Regionale: «Albertoni si occupa attivamente di lottizzazioni e pressioni politiche, mentre quello di cui c'è bisogno è un progetto culturale che non può limitarsi a una fiction meneghina».
Lombardia, una pioggia di milioni ai piani per la cultura del Carroccio.
L'assessorato regionale della Lombardia è retto dal consigliere leghista Ettore Albertoni. Il suo governo ha deciso di finanziare progetti di identità locale, come mostre e ricerche sulla storia celtica, ma ha ridotto le spese per la cultura in generale. Il gruppo consiliare dei Ds alla Regione Lombardia ha denunciato il comportamento gretto e chiuso dell'assessore, accusandolo di umiliare una città europea come Milano e una Regione importante come la Lombardia. Il gruppo ha presentato dati di spesa che mostrano una riduzione delle spese per la cultura dal 1999 al 2003.
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