Abbiamo approfondito questo tema concentrando lintervento sulla linea di confine fra porto e città, tra la via Nuova Marina e le banchine del Piliero da dove partono i grandi traghetti per la Sicilia, tra la via Ammiraglio Acton e il Molo Beverello da dove partono i battelli per le isole e le località del golfo. Al centro la bella stazione marittima di Cesare Bazzani con le grandi navi da crociera. Esserci collocati sulla linea di confine era un modo per consentire al porto di continuare a essere operativo. Questo contesto portuale, con le sue navi e i suoi flussi è divenuto il cuore del nostro progetto, lo spettacolo da restituire alla città. Oggi la congestione automobilistica, il disordine e lo stato di degrado delle banchine impediscono alla città di fruire di questo straordinario affaccio. Il nostro progetto ha trasformato la linea di separazione fra città e porto in una zona filtro, in una "filtering line", una soluzione che è stata molto apprezzata allestero e che consente alla città di affacciarsi sul porto senza interferire con le sue attività. Il tema della visibilità del porto è stato risolto abbassando la quota di intervento della "filtering line" che è stata pensata come una strada commerciale incassata. Sulla sua copertura, quasi in continuità con la via Nuova Marina, è stata progettata una lunga passeggiata aperta sul porto e interconnessa con la galleria che collega la stazione marittima con la stazione della metropolitana di piazza del Municipio di Alvaro Siza ed Eduardo Souto de Mura. La passeggiata continua sul molo Beverello, utilizzando la copertura di un nuovo terminal passeggeri. Il nostro progetto, risultato vincitore del concorso nel 2005, comè noto è stato bloccato sino al 2009 per colpa di una serie di ricorsi giudiziari. Questo ritardo è molto frequente in Italia ma a me, abituato alle procedure francesi, è sempre risultato eccessivo. Le modifiche apportate nellultimo anno per conservare e valorizzare ledificio dei Magazzini Generali collocato sulle banchine del Piliero, come richiesto dalla Soprintendenza ai monumenti e dal tavolo tecnico interistituzionale appositamente costituito, ha sicuramente migliorato il progetto. Ledificio dei Magazzini Generali è divenuto il centro di una nuova organizzazione del waterfront con una proposta di "raddoppio" contemporaneo della sua lunghezza che ripropone la misura mai realizzata dalloriginario progetto di Marcello Canino. Sono molto soddisfatto della rapidità con la quale questo processo di revisione si è sviluppato in modo condiviso fra tutte le istituzioni interessate e preposte alla decisione. Lo testimoniano i pareri formali del Comune di poche settimane fa e quello recentissimo della Sovrintendenza che dà anche il via libera al progetto definitivo della parte di waterfront relativa al Molo Beverello. Debbo purtroppo registrare che, proprio nellimminenza dellapprovazione del progetto e della sua attuazione, si sta determinando una forte opposizione da parte di alcune forze imprenditoriali del mondo armatoriale, interne alla stessa istituzione di governo del Porto, peraltro consultate durante il processo di revisione progettuale dellultimo anno al fine di valutare le esigenze prestazionali richieste per il buon funzionamento del Molo Beverello. Per me, abituato alla trasparenza e alla chiarezza delle procedure pubbliche, questa opposizione risulta incomprensibile e dannosa per la città. Mi aspetterei, invece, maggiore attenzione e partecipazione al fine di migliorare un progetto oggettivamente complesso. È vero, per attuare un grande progetto di trasformazione urbana occorrono anni. È inevitabile. La mia esperienza mi dice che occorrono 10-15 anni, ma nel caso del waterfront di Napoli si procederà per stralci funzionali, un passo alla volta, attraverso cantieri organizzati a scacchiera in modo da non compromettere le attività portuali. Il progetto è attuabile dal punto di vista finanziario sia con risorse pubbliche messe a disposizione dallAutorità portuale sia con risorse private attraverso il ricorso alle procedure del project financing, praticabile grazie alla redditività del progetto. Sui benefici economici del progetto urbano è sufficiente ricordare i numeri grezzi del progetto generale, come ad esempio la restituzione alla città di circa 20.000 mq di nuovi percorsi pedonali verso il mare, circa 12.000 mq di spazi commerciali, 4.800 mq di superfici panoramiche (allinterno degli ex magazzini generali) per tempo libero ed esposizioni, ai 1.300 posti auto, oltre, come è logico, alla razionalizzazione delle strutture portuali per i passeggeri al terminal Beverello e alla calata del Piliero. Non vorremmo che il confronto in corso si trasformi in una polemica non costruttiva con il rischio grave di bloccare un processo virtuoso per non far più nulla e perdere così tutto il tempo e le risorse investite dalle istituzioni sino a oggi. Napoli non merita questa rinuncia, ora più che mai. La città ha bisogno di portare avanti progetti strategici e innovativi.