Inizia ludienza preliminare. Cioni, imputato: la giustizia è troppo lenta Larea è sotto sequestro dal 2008 Salvatore Ligresti è accusato di corruzione FRANCA SELVATICI La politica urbanistica del Comune di Firenze sullarea di Castello di proprietà Fondiaria è stata oggetto di contrattazioni tali da trasformarsi in corruzione. E la tesi dei pm Giuseppina Mione, Giulio Monferini e Gianni Tei, da ieri al vaglio del giudice delludienza preliminare Anna Favi. I pm accusano gli ex assessori Gianni Biagi e Graziano Cioni di essersi posti a disposizione del patron di Fondiaria Salvatore Ligresti e di averne favorito gli interessi. In cambio Gianni Biagi avrebbe imposto a Fondiaria architetti di suo gradimento come Marco Casamonti e Vittorio Savi, mentre Graziano Cioni avrebbe sollecitato favori personali e contributi per le iniziative del suo assessorato. Secondo gli accordi fra Comune e Fondiaria, sullarea di 168 ettari di Castello dovevano sorgere, accanto a uffici e abitazioni, le sedi di Provincia e Regione, un complesso scolastico e un grande parco di 80 ettari. Nel corso del 2008 il sindaco Leonardo Domenici aveva avviato trattative con Ligresti e Della Valle per realizzare nellarea, almeno in parte a spese del parco, la cittadella dello sport. Nel novembre 2008 linchiesta della procura e del Ros Carabinieri ha bloccato tutto. Larea è sotto sequestro dal 26 novembre 2008 e Ligresti - accusato di corruzione con i due ex assessori, i due architetti e due suoi collaboratori - non ha mai chiesto di sbloccarla. Gli imputati, per reati vari, sono in tutto 12 (più tre società), ma ieri in udienza si è presentato soltanto Graziano Cioni, che si è sempre dichiarato innocente, che rivuole il suo onore e non si dà pace: «La giustizia è troppo lenta». Comune e Provincia di Firenze, indicati come parti offese, non si sono costituiti ma hanno annunciato che lo faranno. Da Palazzo Vecchio fanno sapere che la apposita delibera è già pronta. Si è invece già costituita con lavvocato Sandro Guerra la società Telma, proprietaria del palazzo ex Telecom di via Masaccio. La Telma si ritiene gravemente danneggiata dallassessore Biagi, accusato di aver ostacolato, a cavallo fra il 2007 e il 2008, il tentativo dellallora presidente della Provincia Matteo Renzi di trovare una sede alla Provincia in città (e non farla costruire a Castello). Renzi bandì una gara. La Telma offrì il palazzo di via Masaccio a poco meno di 80 milioni, ma lofferta fu respinta perché, secondo le accuse, lassessore Biagi fece di tutto per sabotare la gara. Ora la Telma gli chiede un risarcimento di 8 milioni per la perdita di chance. Si è costituito con lavvocato Francesco Maresca anche il Comune di Terranuova Bracciolini, dove nel 2008, secondo le accuse, larchitetto Casamonti truccò una gara con tre colleghi. Questa parte del processo è stata trasmessa per competenza ad Arezzo. Ludienza fiorentina prosegue il 10 febbraio.
TOSCANA - URBANISTICA. Castello, lurbanistica davanti al giudice
Riassunto in 200 parole:
La giustizia è in corso per il caso di corruzione in cui sono coinvolti lassessori Gianni Biagi e Graziano Cioni, il patron di Fondiaria Salvatore Ligresti e altri imputati. La politica urbanistica del Comune di Firenze sullarea di Castello di proprietà Fondiaria è stata oggetto di contrattazioni che si sono trasformate in corruzione. I pm accusano gli ex assessori di aver favorito gli interessi di Ligresti e di aver ottenuto favori personali e contributi per le iniziative del loro assessorato.
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