Sabato 04 Dicembre 2010 Stroncati la piazza d'acqua e l'arredo urbano previsti dall'architetto Cino Zucchi Da un certo punto di vista, qualcuno in Comune nemmeno si strapperà le vesti. La stroncatura del soprintendente regionale Alberto Artioli nei confronti del progetto vincitore del concorso di idee per il nuovo lungolago di Como, infatti, potrebbe risolvere almeno in parte il problema dei costi impossibili delle opere previste: 6 milioni. D'altro canto, però, il giudizio negativo della Soprintendenza sugli elaborati messi a punto dallo studio dell'architetto milanese Cino Zucchi rischia di avere conseguenze pesantissime sul prosieguo del cantiere-calvario. IL DOCUMENTO Il parere della Soprintendenza regionale per i Beni culturali - parere impossibile da ignorare per il Comune - è arrivato lo scorso giovedì. È firmato dal capo dell'ente pubblico regionale, Alberto Artioli. E il parere sul progetto di Cino Zucchi, vincitore del concorso di idee per il nuovo lungolago voluto e pagato dalla Regione - è subito pesante. «La proposta presentata - scrive Artioli - determina, in particolare per l'ambito prospiciente piazza Cavour, un ridisegno della sponda con sostanziale modifica della sua linea ormai consolidata e storicizzata». Troppo rischioso, dunque, secondo Artioli, toccare in maniera massiccia lo "skyline" che natura e storia hanno tramandato ai comaschi di oggi. Ma non solo. La Soprintendenza, infatti, segnala anche «perplessità dal punto di vista paesaggistico sulla proposta "piazza d'acqua" e sulla connessa "passeggiata sospesa", che costituirebbero un significativo snodo problematico per alcuni aspetti». Il primo riguarda la «creazione di un ulteriore diaframma tra i percorsi del lungolago e lo specchio d'acqua, introducendo una interferenza alla libera percezione del quadro naturale di non comune bellezza costituito dal Lago di Como, dai paesi della sponda opposta, dai colli, dalle Alpi e dalle Prealpi». Parole dure anche sui «pilastri di sostegno della nuova passeggiata, che risulterebbero particolarmente evidenti in condizioni di lago basso, determinando l'introduzione di un significativo elemento di disturbo e degrado visivo, percepibile da buona parte della passeggiata, oltre che dal lago e dalla diga foranea, punti privilegiati di fruizione visiva del quadro paesistico e monumentale della città». E ancora: «Tale struttura appare peraltro in contrasto con i caratteri delle darsene tradizionali». Artioli segnala anche problemi tecnici ed economici: «Le opere necessarie alla modifica della sponda obbligherebbero alla esecuzione di ulteriori interventi a lago (infissione di nuove paratie, prosciugamento dei fondali, palificazione) con presumibili ulteriori ripercussioni sugli equilibri idrostatici anche in terra ferma, già evidenziati per le opere in corso». In ultimo, la Soprintendenza prevede un «aumento di costi di intervento» che «induce forti perplessità, mentre la delicatezza e complessità di esecuzione determinerebbero una ulteriore e inaccettabile dilatazione dei tempi di riconsegna al pubblico del godimento dell'area, la più suggestiva della città, già da diversi anni inaccessibile». La conclusione finale: «Parere negativo per le nuove opere a lago». Inoltre, Artioli invita ad approfondire «le tematiche legate ai sistemi e alle tipologie di illuminazione (indirizzate al minimo impatto visivo), la progettazione di dettaglio degli arredi e dei manufatti funzionali, nonché la riqualificazione e la riconnessione al lungolago di piazza Cavour». Emanuele Caso