Riccardo Garrone ha un'idea giusta e la mette al servizio della città. Può diventare il grande collettore dei collezionisti garantendo i migliori esperti. La sua presenza potrebbe attirare anche nuovi investitori privati. Ma deve mettersi in gioco di più e pensare in grande. Così sostiene Gabriella Belli, direttrice del Mart di Rovereto, confermando che Genova ha buone chance per uscire dall'empasse del Museo di arte contemporanea di Villa Croce anche senza soldi e dopo le dimissioni della direttrice Sandra Solimano. Il progetto di Garrone potrebbe avere sede al Ducale? «Genova è una città colta devono convivere più realtà. C'è già un museo ed è Villa Croce con una funzione che non va dispersa. Le due sedi devono lavorare in sinergia ma separate. Se al Ducale ci sono le grandi mostre, il museo può sviluppare l'aspetto didattico. Non esiste un fenomeno storico e scolastico nel nostro Paese, i musei hanno anche questa funzione». Serve una sede prestigiosa? «Si parte dall'edificio per fare cultura temporanea. Il museo è un progetto permanente che cresce con la città. Noi abbiamo iniziato a Trento nel 1981 in un edificio classico, solo nel 2002 siamo andati al Mart». I privati? «Devono collaborare, l'obiettivo finale è la cultura per il territorio. E importante che i patrimoni artistici diventino pubblici». In che modo? «Villa Croce ha un privilegio: ha ricevuto la collezione Ghiringhelli, è la storia della galleria Il Milione di Milano. Per un soffio non è arrivata a Trento: Paola Ghiringhelli aveva già firmato il preliminare con Genova. E' una raccolta di arte astratta geometrica. Le opere possono essere esposte a rotazione. L'arte moderna è un grimaldello per far conoscere quella contemporanea al grande pubblico. In Italia mancano i linguaggi. Se in Francia e in Germania i governi hanno collezionato arte, da noi lo hanno fatto pochi comuni: Torino, Bologna Milano Roma». Crede nei prestiti di opere dai collezionisti? «Sono stata la prima, negli anni '90, a chiedere ai privati le opere in comodato. Abbiamo messo insieme una bella raccolta. I privati si sono fidati di un progetto. Per questo è importante la figura di Garrone dietro al nuovo museo». Quanto conta il curatore? «Serve una buona direzione scientifica. In Italia i curatori che hanno consapevolezza dei contesti hanno anche la capacità di capire il pubblico che non è più elitario». E la politica? «Deve essere più rapida e non deve abbandonare Villa Croce. Ha sbagliato a lasciare sola la direttrice Sandra Solimano».
Genova. Belli (Mart): La politica non ignori Villa Croce
Riccardo Garrone potrebbe diventare il grande collettore dei collezionisti garantendo i migliori esperti e attirando nuovi investitori privati. La sua presenza potrebbe aiutare Genova a uscire dall'empasse del Museo di arte contemporanea di Villa Croce. Il progetto di Garrone potrebbe avere sede al Ducale. Gabriella Belli, direttrice del Mart di Rovereto, sostiene che Genova ha buone chance per uscire dall'empasse anche senza soldi. Il museo potrebbe sviluppare l'aspetto didattico e lavorare in sinergia con le altre sedi. I privati devono collaborare e i patrimoni artistici devono diventare pubblici. Villa Croce ha un privilegio: ha ricevuto la collezione Ghiringhelli.
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