L'assessore Miraglia critica le proteste: «È una multinazionale, mica una fabbrica del malaffare» Nessuna remora né imbarazzo dr parte dell'assessore Caterina Miraglia. Per la responsabile della Cultura della giunta regionale di centro-destra avere una industria missilistica tra i finanziatori del Madre non rappresenterebbe un problema. Anzi, pare di capire che ne sarebbe fiera. «Sarei orgogliosa di risolvere i problemi del museo», dice. E respinge l'idea che ci possa essere una questione etica a dettare le scelte future degli artisti che hanno reso famoso il Madre. Per l'assessore tutto si riconduce all'ormai quotidiana polemica con il direttore Edoardo Cicelyn. «È lui che sta sollevando tutto questo putiferio. Ma di che si preoccupa? Nessuno toccherà il suo contratto, nel consiglio di amministrazione non cambierà nulla e lui rimarrà al suo posto di direttore. Se poi al Madre vogliono che tutto resti com'è perché non sopportano l'eventualità che qualcuno li controlli è un altro discorso, però debbono dirmi " come faranno a far quadrare i bilanci». L'assessore sostiene anche che la Mbda non entrerà nella proprietà della Fondazione Donnaregina ma ne sarà soltanto uno degli sponsor, «e certamente non avrà un proprio rappresentante nel Cda. E in ogni caso aggiunge dovrà essere l'attuale consiglio a modificare il proprio statuto per consentire l'ingresso degli sponsor. Quindi è tutto nelle loro mani, e non escludo che a questo punto l'azienda che avevamo individuato scelga di farsi da parte, vista la reazione orchestrata da Cicelyn». Polemica a parte, resterebbe però la questione circa l'opportunità di rivolgersi a un'industria missilistica per sostenere l'arte. Non per l'assessore, però: «Ma pensare alle armi come una cosa negativa è strumentale. Le armi in sé non sono nocive, dipende dall'uso che se ne fa. E poi questa multinazionale si occupa anche di ricerca, e proprio nella sede che ha in provincia di Napoli, e ci aggiungerei anche che i missili sono quelli che ci portano nello spazio, quindi rappresentano il progresso e la conoscenza». La professoressa Miraglia si spinge a farne addirittura una questione filosofica: «Sì, parlerei di aiuto per l'aiuto. Loro aiutano l'arte, l'arte aiuta loro a occuparsi del sociale. Quindi di che parliamo? Io in questa storia proprio non ci vedo niente di male. Sarei pronta ad accettare anche i finanziamenti di una industria del tabacco, se arrivassero. Sono multinazionali, mica aziende del malaffare».