Un solo operaio per quarantamila metri quadrati. Piogge e infiltrazioni. E i fondi con il contagocce. Gli scavi di Ostia Antica rischiano di fare la fine di Pompei. A lanciare l'allarme è il direttore dell'area archeologica, Pellegrino: «In queste condizioni possiamo solo tamponare le emergenze del momento e non pensare invece alla manutenzione ordinaria di cui invece questi scavi avrebbero bisogno». Il direttore: pochi fondi e carenza di personale OSTIA. Piogge e infiltrazioni d'acqua a non finire. Fondi con il contagocce e finanziamenti bloccati. Un solo operaio per un'area vasta più di 40mila metri quadri. Ostia Antica come Pompei? Il rischio c'è. «La città archeologica è vecchia di duemila anni - spiega il direttore degli scavi Angelo Pellegrino - I crolli non sono prevedibili ma la manutenzione, necessaria ogni giorno, è costosa e richiede uomini e mezzi che le risorse sempre limitate non ci consentono. Geometri, restauratori e operai sono figure fondamentali per la salvaguardia del sito: ogni anno generazioni di professionisti vanno in pensione, la perdita del patrimonio di esperienza è continua e il personale non viene sostituito. Così - racconta Pellegrino - se trent'anni fa potevamo contare su tredici operai che quotidianamente si occupavano dei piccoli interventi di manutenzione, oggi possiamo fare affidamento soltanto su uno». Non ci sono inoltre solo gli agenti atmosferici a pesare sull'area archeologica: il sito, il terzo in Italia per importanza e vastità, viene infatti visitato da quattrocentomila persone ogni anno. «Proprio per tutelare la sicurezza dei tanti turisti e appassionati che quotidianamente raggiungono gli scavi - spiega il direttore degli scavi Pellegrino - siamo costretti a concentrare l'attenzione sulla città antica, quella più frequentata, sistemando in seconda battuta le zone periferiche. Attualmente stiamo infatti monitorando le infiltrazioni d'acqua nel teatro, che ogni estate accoglie migliaia di visitatori per gli spettacoli. Particolare cura è rivolta anche ai mosaici, che con la stagione delle piogge devono essere coperti di sabbia». Piccole manutenzioni e pulizia ordinaria: tutti interventi impossibili senza il supporto di operai e tecnici. La direzione dell'area è costretta ad appaltare ad una ditta esterna, finanziata dal Ministero per i Beni archeologici: tempi lunghi per le gare e costi sempre maggiori. «Se una boccata d'ossigeno l'abbiamo respirata con i soldi arrivati per la manutenzione del verde - continua il direttore - attendiamo ancora i fondi per i progetti straordinari di recupero del palazzo imperiale e della zona centrale della città». Ora la speranza è che la pioggia di milioni di euro, promessa dal sindaco Alemanno per il piano Roma Antica, possa bagnare anche gli scavi di Ostia. Nel frattempo l'unica pioggia che qui continua a cadere fa solo danni.
Scavi tutelati con il contagocce. Ostia rischia la fine di Pompei
Il direttore degli scavi di Ostia Antica, Angelo Pellegrino, ha lanciato un allarme sulla situazione del sito archeologico a causa delle piogge e delle infiltrazioni d'acqua. La manutenzione ordinaria è impossibile senza personale e fondi, e il sito rischia di soffrire come Pompei. La città archeologica è stata visitata da 400.000 persone l'anno, e la direzione è costretta a concentrare l'attenzione sulla zona più frequentata, il teatro, mentre le zone periferiche sono trascurate. La manutenzione dei mosaici e della zona centrale della città è impossibile senza fondi. Il direttore spera che la pioggia di milioni di euro promessa dal sindaco Alemanno possa aiutare a salvaguardare il sito.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo