Ester Bezzini è RAPPRESENTANTE DEGLI STUDENTI DELLA SCUOLA DI RESTAURO DELL'ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI BRESCIA SANTA GIULIA Scrivo in qualità di rappresentante di tutti gli studenti delle scuola di Restauro dell'Accade mia di Belle Arti di Brescia Santagiulia, presso la quale studia no numerosi ragazzi prove menti non solo dalle vicine province, ma altresì da molte regioni di Italia e dall'estero. Con queste poche righe intendo por tare all'attenzione della collettività il problema (o meglio dire il percorso a ostacoli) della formazione del restauratore. Crediamo infatti, considerati recenti fatti di cronaca, che sia interesse di tutti sapere che i nostro non è solo un paese d tagli e sprechi, che da soli bastano a far crollare i nostri monumenti, ma che è anche un paese in cui è ostacolato e impedito il raggiungimento del titolo di restauratore: l'Italia, oltre a dedicare scarsa cura e ridotte risorse al proprio patrimonio non si preoccupa di formare adeguatamente i restauratori ovvero proprio coloro che hanno le capacità di salvaguardarlo e tramandarlo, proprio qui in Italia, dove il restauro dovrebbe essere un campo al l'avanguardia. Vorremmo, inoltre, precisare che la formazione del restauratore non è solo incarico del Ministero peri Beni e le Attività Culturali, ma che riguarda anche il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, anch'esso recentemente ampiamente discusso. A partire dal 2000 il governo ha provveduto a regolamentare l'ottenimento della qualifica di "restauratore" ed al contempo ne ha disciplinato la formazione, promettendo modifiche nei piani di studi delle Accademie di Belle Arti che già avevano attivato un triennio di restauro. Ad oggi, infatti, il titolo di restauratore di beni culturali è conseguibile unicamente frequentando le Scuole di Alta Formazione (SAF) a ciclo unico, quali l'Opificio delle Pietre Dure, l'Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (ex ICR) e l'Istituto Centrale per il restauro e la conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario, scuole che tuttavia sono rimaste chiuse per anni precludendo il sicuro raggiungimento della qualifica di restauratore a noi che ci siamo diplomati proprio in quegli anni. In questo quadro abbastanza confuso, dove con le tre principali scuole chiuse, si profetizzavano avanzamenti nei trienni accademici, che avrebbero dovuto prima o poi equivalere alle SAF, l'unica nostra possibilità di diventare restauratori era quella di iscriverci ad un triennio presso le Accademia di Bel le Arti, in attesa del famigerato biennio specialistico prima, e del percorso a ciclo unico poi. Il 26 maggio 2009 era scritto nel decreto ministeriale n. 86 che la commissione tecnica, ovvero l'organo che avrebbe stabilito quali accademie avrebbero potuto istituire il quinquennio, sarebbe stata istituita entro trenta giorni. A tutt'oggi non sappiamo niente di tale commissione. Rimanendo sempre in un limbo di attesa, a maggio 2009 noi studenti del triennio avevamo comunque la speranza che, una volta istituito il ciclo unico, vi saremmo automaticamente entrati proseguendo senza soluzione di continuità il nostro percorso di studi, potendo, alla fine di esso, conseguire il titolo di restauratore di beni culturali. Eravamo anche certi che alla fine del triennio, come scritto nelle prospettive occupazionali del D.M. 4822008, saremmo in ogni caso (e quantomeno) venuti in possesso della qualifica di "collaboratore-restauratore" di beni culturali. II collaboratore-restauratore di beni culturali è una figura che, nel caso di commissioni pubbliche di opere tutelate, lavora unicamente sotto le direttive di un restauratore; ha più o meno le stesse conoscenze e capacità del restauratore ma non può firmare progetti né partecipare avare di appalto pubbliche. Si tratta comunque di una qualifica che permette di occuparsi di opere tutelate dalle Soprintendenze, senza il quale pertanto, è quasi impossibile lavorare. Il 15 settembre 2010, col D.M.172, il Ministro Gelmini ha pensato bene di minare anche questa nostra certezza: nel decreto è scritto che coloro che non hanno ancora conseguito il titolo di Collaboratore-Restauratore di beni culturali non potranno più ottenerlo a seguito della frequenza del triennio delle accademie. Dopo vari tentativi di contattare il Ministero siamo infine riusciti a farci assicurare per telefono dall'Ufficio Relazioni con il Pubblico del MIUR che il D.M. 172 non è retroattivo e che vale solo a partire dagli iscritti all'anno accademico 20102011: rimane tuttavia il fatto che il decreto ha, da una prima lettura, un ben diverso tenore letterale e ciò pone gli studenti in teoria "salvi" ancora in una posizione di incertezza. Ben peggiore è la posizione degli studenti iscritti all'attuale primo anno: essi non solo rimangono in attesa dell'istituzione del ciclo unico ma non avranno nemmeno il titolo di collaboratore-restauratore. Il 2 agosto di quest'anno era anche arrivata alle accademie una comunicazione del Direttore generale dell'AFAM (Alta Formazione Artistica Musica le) nella quale veniva espressamente detto che "non si può assicurare che i crediti acquisiti con la frequenza del corso in questione possano essere ritenuti utili in funzione del nuove corso quinquennale a ciclo unico per l'accesso alla qualifica d restauratore di beni culturali previsto dalla nuova disciplina. Benché nessun atto ufficiale lo avesse esplicitamente assicurato, fino ad allora noi studenti di restauro eravamo certi di poter terminare, nonostante i possibili intoppi, il nostro percorso di studi: i crediti maturati nel nostro triennio hanno in fatti valore all'interno di tutti l'Unione Europea ed è assurdo che invece non ci siano riconosciuti qui in Italia, presso le istituzioni che li hanno creati. Da sottolineare anche il fatto che il nostro triennio, creato a sue tempo da MiBAC e MIUR, è sempre stato proiettato verso i completamento con i due anni (32) e il raggiungimento della qualifica di restauratore: il titolo di collaboratore-restauratore è infatti rimasto conseguibile presso le scuole regionali, caratterizzate da una formazione molto più pratica; i trienni di restauro delle accademie sono di natura più teorica, per preparare infatti non un mero esecutore, ma figure in grado di approcciarsi all'opera d'arte con criticità, umiltà e rispetto, in un quadro molto più ampio non limitato al semplice intervento. Nel 2009 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha comunque creato un'altra possibilità per ottenere la qualifica di restauratore di beni culturali, aprendo un bando di selezione pubblica. Questo bando è lo strumento con cui il MiBAC vuole regolamentare i restauratori già in attività. Fra i requisiti richiesti vi è anche quello di aver frequentato un corso triennale di restauro presso le Accademie di Belle Arti, se non che l'iscrizione a tale corso deve essere precedente alla data del 31 dicembre 2006: il ministero ha così deciso, arbitrariamente, di creare una fascia di persone (ovvero quelle iscritte ai trienni di restauro dal 1 gennaio 2007 fino l'istituzione del quinquennio, ancora latitante) che non possono, in nessun modo, ottenere la qualifica di restauratore. Ci rivolgiamo a voi con la speranza, tramite la vostra voce, di essere ascoltati da MiBAC e MIUR affinché anche a noi studenti iscritti dopo il 31 dicembre 2006 sia data la possibilità di proteggere il nostro patrimonio artistico.