L'azione dei due dicasteri è destinata «ad incidere positivamente» nella nostra società Uno è stato oggetto di una mozione di sfiducia (non ancora discussa) in Parlamento. L'altra è stata contestata per il suo ddl di riforma dell'università dentro e soprattutto fuori dai Palazzi, dove gli studenti hanno occupato gli atenei e sfilato in corteo un po' in tutta Italia. Sono Sandro Bondi, ministro per i Beni culturali, e Mariastella Gelmini, responsabile del dicastero dell'Istruzione. E il primo dei due, che è anche coordinatore nazionale del Pdl, nel giorno dell'Immacolata, a dipingere un quadro limpido dell'azione di governo di entrambi. «Nonostante tutte le critiche, nonostante un'opposizione che è distante anni luce da una moderna cultura riformista, nonostante i pregiudizi e spesso l'irresponsabilità di molti sedicenti uomini di cultura, il ministro Gelmini e il sottoscritto abbiamo il merito di avere promosso, perla prima volta in termini coerenti e sistematici dal dopoguerra ad oggi, una serie di riforme liberali nel campo della scuola e della cultura, destinate ad incidere positivamente e durevolmente in una società come la nostra», afferma nel corso di un convegno. «La crisi economica e i vincoli del debito pubblico non hanno soffocato, ma semmai esaltato una linea che prima ancora di chiedere maggiori risorse si è fatta carico di affrontare con coraggio la necessità di riforme ineludibili» conclude il ministro della Cultura. Parole che seguono di ventiquattro ore il richiamo del direttore d'orchestra Daniel Barenboim, che dal palco della Scala di Milano ha sottolineato la necessità di dare risorse al settore artistico-culturale, e non di tagliare i fondi. Probabilmente, la risposta di Bondi era in parte destinata al maestro che ha incantato il pubblico con la sua Valchiria di Richard Wagner.
Bondi reagisce alle critiche: io, un riformatore
Il ministro Sandro Bondi e il ministro Mariastella Gelmini hanno promosso riforme liberali nel campo della scuola e della cultura. Nonostante le critiche e l'opposizione, hanno continuato a lavorare per riforme ineludibili. La crisi economica e i vincoli del debito pubblico non hanno soffocato la loro linea di riforme. Il ministro Gelmini ha sottolineato la necessità di dare risorse al settore artistico-culturale, non di tagliare i fondi. Queste parole sono state pronunciate in un convegno, seguito da un discorso del direttore d'orchestra Daniel Barenboim, che ha sottolineato la necessità di dare risorse al settore artistico-culturale.
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