I numeri del museo Madre dal 2007 al 2009 sono a disposizione di tutti dal 9 giugno scorso. Stupisce che solo nel dicembre del 2010 illustri professori e commentatori avvertano la necessità di analizzarli e criticarli. Avevamo compreso che si sarebbe aperto un nuovo dibattito sui risultati conseguiti dal Madre e perciò ci era sembrato utile diffondere dati più recenti. Si sperava di poter riportare la discussione alle cose stesse, emancipandola dalle diverse rappresentazioni di comodo, da una parte e dallaltra. Dirò tra breve della pseudo-ricerca mai commissionata alla Sun da parte della Regione Campania. Mi sembra infatti più urgente osservare che, quando Daniele Pitteri (su Repubblica di ieri) sostiene che è fuorviante mettere a confronto gli indicatori del Madre, il museo che dirigo, con quelli del Louvre o del British, dovrà convincere lopinione pubblica del perché sarebbe invece ragionevole impiantare una comparazione con la Triennale di Milano e con le Grotte dellAngelo di Pertosa. Se Pitteri è un esperto - e non dubito che lo sia - si renderà conto che un museo darte contemporanea, dunque uno spazio fortemente specializzato e per giunta praticamente nato ieri, ha problematiche totalmente diverse da unistituzione come la Triennale o da un sito che gode del pregio dellunicità naturale. La Triennale è un prestigioso luogo nazionale dellincrocio ormai secolare tra molteplici discipline (architettura, design, arte). Pertosa richiama un pubblico chiaramente diverso, tendenzialmente generalistico. Ho una richiesta per il professor Pitteri: se proprio vuole criticare il format Madre e le sue performance, può di grazia mettere a confronto ciò che noi siamo e ciò che noi abbiamo fatto con le identità e i risultati di istituzioni omologhe per grandezza, storia e obiettivi? Che in Italia sono almeno 3 e conosciutissime dagli esperti: Castello di Rivoli in Piemonte, Mambo a Bologna, Mart a Rovereto. Colgo questa occasione per dire in pubblico unaltra semplice verità, che gli studiosi dovrebbero insegnare a noi e spiegare almeno una volta allopinione pubblica. Dal 2007 al 2009 - e noi unico museo italiano abbiamo fornito in modo trasparente tutte le informazioni finanziarie relative - il Madre ha sviluppato tumultuosamente la sua esistenza di museo darte contemporanea, diventando in tempo record punto di riferimento nazionale e internazionale. Gran parte delle spese sostenute - e sempre e solo perché garantite da preventive delibere regionali - hanno coperto ingenti costi di comunicazione (cataloghi, pubblicità, mostre) negli anni in cui si doveva affermare da Napoli lesistenza di un museo non locale, ma proiettato sulla scena internazionale. Nel 2010 lo scenario è inevitabilmente cambiato. E, al netto di inutili e aspre contese ideologiche con la nuova giunta regionale, la Fondazione Donnaregina ha dato prova di senso di responsabilità e di sicura competenza nellinterpretare, forse meglio di tante altre istituzioni pubbliche locali, il rigore dei tempi nuovi. Ribadisco - come già annunciato formalmente tre giorni fa - che il museo Madre negli ultimi dodici mesi ha ridotto i suoi costi di circa il 50 per cento, risparmiando oltre 4 milioni di euro. Eppure, ancora ieri Pitteri ci attribuisce spese per circa 10 milioni di euro e un incasso di poco più di 120 mila euro. Come detto, scritto e riscritto più volte: il Madre nel 2010 ha speso meno di 5 milioni, generando risorse per oltre 460 mila euro e registrando anche un incremento dei visitatori. Ulteriore notizia: il Madre ha risparmiato anche 1,3 milioni, che ci hanno consentito di programmare la stagione espositiva del 2011 (ammesso che la Regione si decida a dire come finanzierà la gestione ordinaria: costi utenze, tasse, stipendi lavoratori, manutenzione ordinaria). Si potrà fare meglio e di più in futuro? Noi ci proveremo, ponendoci un solo limite invalicabile. Mai e poi mai rinunceremo al profilo culturale moderno e internazionale costruito con grande fatica nei pochi anni di vita che abbiamo alle spalle. Sarà pure come dice Pitteri una questione di format, noi pensiamo però ancora in termini di contenuti, cioè di idee, forme e valori da elaborare e trasmettere. P. S. A proposito della fantomatica ricerca commissionata alla Sun dalla Regione Campania. Rivelo qui un piccolo mistero: lautore della ricerca è il professor Ludovico Solima, il quale ha potuto fornire la sua prestazione a chi gliela aveva sollecitata perché già in possesso dei nostri dati, a lui affidati lanno scorso per la compilazione dellAnnual Report del museo Madre. Il professor Solima mi ha riferito domenica scorsa alcuni dettagli non insignificanti: il documento gli è stato richiesto da un suo conoscente e non dallassessorato; lUniversità non ha svolto alcun ruolo; la sua opera peraltro non è stata retribuita ed è stata consegnata informalmente al conoscente di cui sopra. Tre sono le domande che vorrei porre a questo punto: 1) Chi è il conoscente? Quali interessi lo hanno spinto a contattare il professor Solima? Per quel che so non si tratta assolutamente di un dipendente o di un incaricato della Regione Campania. 2) Che cosa è scritto in questo documento attualmente top secret, visto che la Regione non lo rende pubblico e Solima non ritiene opportuno consegnarlo a noi? Lunica cosa accertata, o almeno a me direttamente riferita da Solima, è che nel dossier si svolgerebbe unanalisi che dimostrerebbe la necessità di finanziamenti annuali pari ad almeno 6 milioni allanno per garantire lo standard attuale del Madre. 3) Personalmente, con un pizzico di amarezza, mi sto chiedendo se sia moralmente accettabile che un consulente ingaggiato per condurre una ricerca su una istituzione pubblica, per giunta uno stimato docente universitario, usi le conoscenze acquisite per produrre documenti da consegnare ad anonimi conoscenti. In generale, dovremmo tutti porci un quesito: è normale che listituzione regionale dica di aver ricevuto uno studio della Sun, il che non è, e per giunta non ne diffonda i contenuti veri, estrapolandone solo dati parziali, poi gettati in aria come fango a sporcare limmagine e la professionalità del management del Madre? Il mio articolo era orientato a collocare in una prospettiva più equilibrata la discussione aperta dalle dichiarazioni e dagli atti dei rappresentanti della Regione in merito alla gestione del Madre. In merito alle questioni che il direttore Cicelyn mi pone nella sua replica: A) tutti i numeri citati sono ricavati da documenti ufficiali facilmente reperibili on line. Per essere paragonati i dati debbono essere coerenti fra loro e lunica possibilità è data dallultimo dato di bilancio depositato. Senza nulla togliere alla veridicità delle cifre relative al 2010 che Cicelyn rende note, sono tuttavia cifre parziali che è corretto discutere a bilanci depositati. Inoltre la Regione ha contestato il passato. B) Ho scelto due esempi di buona gestione economica molto lontani fra loro e dal Madre per dimostrare che le buone redditività si possono perseguire gestendo musei che operano in settori diversi e perché paragonare solo musei di arte contemporanea avrebbe lasciato intendere che soltanto questi possono raggiungere buoni risultati economici. C) In una situazione di affollamento dellofferta di musei di arte contemporanea in quasi tutte le grandi città europee, in una città come Napoli, debole e periferica turisticamente parlando, è obbligatorio differenziare lofferta per avere successo e per essere attrattivi. (d. p.)
la Repubblica
9 Dicembre 2010
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ED
Eduardo Cicelyn
la Repubblica
Artista / Persona
Bene culturale
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