Firmato a Palazzo Reale un piano triennale. Nel 2011 visite anche nella sale segrete Esattamente oggi, ma nel 2003, inaugurava il Museo del Tesoro di San Gennaro. Sette anni di attività, sette secoli di arte alle spalle, sette e più sale espositive nel palazzo di via Duomo (prezzo 6 euro, info 081 294 980) custodi di storia e tradizione tutta partenopea, come il suo santo patrono, martire a Pozzuoli nel 305 dopo Cristo. Un museo giovane, in piena ascesa, e già favorito dai numeri: 800 mila ingressi dallapertura, tanti stranieri, 10 mila clic al giorno sul sito e diversi visitatori illustri, dallex presidente Ciampi alla regina Paola di Belgio. Del resto, i devoti di san Gennaro sparsi nel mondo sono più di 25 milioni. Ma, a pochi giorni dal "miracolo dinverno" (16 dicembre), Paolo Jorio, direttore del complesso, chiarisce il detto che "san Gennaro non è solo sangue". «Lintero museo conserva 21.720 capolavori darte, dal Trecento al Settecento. Una collezione tra le più ricche ed importanti al mondo, frutto di donazioni illustri e commissioni a grandi artisti del passato», spiega. Dalle parole ai fatti. Col settennale del museo inaugura infatti un Piano triennale di attività, sigillato laltro ieri a Palazzo Reale, con la presentazione del libro "Le dieci meraviglie del tesoro di san Gennaro" (edito dal Poligrafico dello Stato), curato da Franco Recanatesi e lo stesso Jorio. Un focus sui gioielli più importanti della collezione, metà dei quali stipata nel caveau del Banco di Napoli: dal calice donato da Fernando IV di Borbone nel 1756, allostensorio di Gioacchino Murat del 1808, fino alla pisside gemmata del 1831. Il museo li riunirà tutti il prossimo aprile, in mostra eccezionale col patrocinio della Soprintendenza al polo museale di Napoli, diretta da Lorenza Mochi Onori. Ma sarà un 2011 avido di appuntamenti, condito anche da visite guidate teatralizzate dellassociazione "Nartea" allinterno della sala della Deputazione e nellappartamento del Domenichino (luoghi solitamente chiusi al pubblico). «Il nostro è un percorso tematico che restaura ed espone capolavori chiude Jorio - Come per le tre statue lignee di metà Settecento sulla Passione di Cristo, prodotte da artigiani napoletani. Furono ritrovate lo scorso anno, e ora dopo 250 anni di oblio, sono esposte nella cosiddetta "Sala degli argenti". Proseguiremo per questa strada».