Prima, l'allarme del Comitato di Portosalvo per le infiltrazioni e l'umidità che si temeva potessero mettere a rischio «La Crocifissione di Cristo» del Vasari. Poi, la rassicurazione di Don Ciro Riccardi, che della Chiesa di San Giovanni a Carbonara è il parroco. «La tela del Vasari è al sicuro, è altrove che piove», spiega Don Ciro, dopo i numerosi sopralluoghi che da giorni assediano la Chiesa trecentesca. In attesa dell'inaugurazione - prevista il 17 dicembre - della grande mostra natalizia che riunirà nel Museo di Capodimonte l'opera napoletana del pittore aretino, si comincia a delineare anche al programma di visite nel circuito di siti nei quali il Vasari operò. Fra questi, accanto alla Chiesa di Santa Maria di Monteoliveto, anche quella di San Giovanni a Carbonara. Con il legittimo interrogativo, rivolto alle due Soprintendenze coinvolte, quella al Polo Museale e quella ai Beni architettonici, di cosa vedranno visitatori e turisti. «E' utile, ai fini della promozione del sito, rientrare in un'iniziativa del genere - dichiara il Soprintendente Stefano Gizzi da Palazzo Reale - Ma il restauro, oltre al tetto, dovrebbe riguardare anche i cortili della Chiesa». In particolare, si teme per le Cappelle, del Crocifisso e dell'Epifania. L'ingegner Antonio Lombardi della Soprintendenza, lascia trapelare la possibilità, che dovrebbe concretizzarsi nelle prossime ore, di un intervento di «somma urgenza» reso possibile da un finanziamento da parte della Provincia. Anche perché sarebbe controproducente mandare i turisti in un sito per far vedere loro le condizioni in cui versano, per infiltrazioni che nessuno ripara, due cappelle affrescate di San Giovanni a Carbonara. «Abbiamo inviato più relazioni al Ministero (la Chiesa è di proprietà del Fondo Edifici di Culto ndr) e speriamo di favorire così una spinta ad interventi di restauro che non possono più aspettare». Ma quello che preoccupa la Soprintendenza è anche del restauro ai due Chiostri: quello quattrocentesco, detto del Ladislao, e quello del '500 con preziose decorazioni di pietra serena in stile toscano. «Si tratta di entità architettoniche importanti che reclamano consolidamento e copertura per non perdere il lavoro già fatto. Il resto è un problema di manutenzione ordinaria, che non si riesce a capire a carico di chi debba essere», conclude Lombardi.