Tribunale. Il pm Pizza chiede il processo per amministratori, funzionari, tecnici e committenti Sono 15mila le pagine del fascicolo che comprende moltissime intercettazioni telefoniche GROSSETO. Sono in 45: i principali sono sospettati di associazione per delinquere. Le pagine del fascicolo del pubblico ministero circa 15 mila, in grande parte composte da intercettazioni telefoniche. Le indagini condotte dalla polizia di stato e dalla polizia municipale si erano protratte per quasi due anni. I fatti contestati affondano nel tempo fino a sei anni fa. Nel febbraio 2009, quando il caso esplose, ci furono 20 misure cautelari, dai domiciliari alla sospensione dalla professione. Altri processi per i presunti illeciti edilizi sono già iniziati a Orbetello: come quello per la Cantoniera, da cui era poi nata questa maxi inchiesta. Lo scandalo Argentario - quello della presunta "cupola" che secondo l'accusa avrebbe avuto come fine quello di gestire illecitamente le pratiche urbanistiche sul Promontorio - arriva oggi all'udienza preliminare davanti al giudice Giovanni Muscogiuri. Il pm Stefano Pizza ha individuato 45 persone per le quali chiede il processo: per otto di loro, i principali indagati, anche per l'associazione per delinquere; per gli altri, a seconda delle responsabilità, si va dalla corruzione (nei casi in cui siano coinvolti funzionari delle pubbliche amministrazioni) al semplice abuso edilizio. Nel fascicolo sono finiti committenti e proprietari, molti dei quali abitanti fuori provincia (Roma per lo più), progettisti, funzionari, esecutori dei lavori. Il tutto raccolto in pagine e pagine di imputazione, articolate e differenziate secondo il ruolo che ciascuno avrebbe avuto nella vicenda. Prime avvisaglie nel 2007, con l'analisi di alcune pratiche sospette da parte della polizia; a novembre erano scattate le prime perquisizioni, con i primi dieci indagati. Gli investigatori avevano passato al setaccio oltre 150 pratiche di vario genere: garage, terrazzi, verande, finestre, rustici. Contemporaneamente la Procura aveva dato il via alle intercettazioni telefoniche. Il 26 febbraio 2009 il blitz, con 40 perquisizioni in esecuzione di 20 richieste di custodia cautelare. Un terremoto che aveva scosso non solo gli uffici comunali di Monte Argentario ma anche tutta la comunità: perché sul Promontorio si conoscono tutti. L'avviso di fine indagini risale al dicembre 2009 ma la richiesta di rinvio a giudizio è datata giugno scorso: in questo lasso di tempo, alcuni indagati si sono fatti interrogare dal sostituto procuratore, altri hanno presentato memorie, altri ancora hanno semplicemente atteso la fissazione dell'udienza. Oggi, al penultimo piano del palazzo di giustizia, è prevedibile un'udienza di cosidetto "smistamento": la richiesta di costituzione di parte civile da parte del Comune di Monte Argentario e le relative eccezioni difensive; l'eventuale scelta di riti alternativi (abbreviato e patteggiamento); l'individuazione di nuove date sia per le camere di consiglio per i riti alternativi sia per gli eventuali giudizi in dibattimento. Era la fine del febbraio 2009 quando la bufera investì il Promontorio: il gip Molino accolse le richieste della Procura in un'ordinanza da 330 pagine. Ma non aveva ravvisato l'associazione per delinquere del cosidetto "sodalizio criminale": niente carcere. Il pm Pizza ricorse contro l'esclusione di tale qualificazione giuridica, davanti al Tribunale del riesame: il 27 marzo i giudici fiorentini dettero ragione all'accusa, ravvisando tra l'altro i pericoli di reiterazione e inquinamento delle prove. Nel luglio 2009, arrivò la parola definitiva della sesta Cassazione che aveva annullato la decisione del Tribunale del riesame: niente carcere. Nel frattempo, era la metà di maggio di quello stesso anno, il gip pur confermando che il quadro indiziario restava immutato aveva alleggerito le misure cautelari, anche quelle più pesanti.
TOSCANA - Argentario, in 45 sotto accusa. Gestione urbanistica sospetta, oggi l'udienza preliminare
Il pm Stefano Pizza ha chiesto il processo per 45 persone sospettate di associazione per delinquere e altri illeciti edilizi. Il fascicolo del pubblico ministero contiene oltre 15.000 pagine, tra cui intercettazioni telefoniche. Le indagini si sono svolte per quasi due anni e i fatti contestati risalgono a sei anni fa. I principali indagati sono stati identificati come sospettati di associazione per delinquere, mentre gli altri sono stati accusati di corruzione o abuso edilizio. Il Comune di Monte Argentario ha richiesto la costituzione di parte civile e le relative eccezioni difensive. L'udienza preliminare si terrà oggi e potrebbe prevedere riti alternativi o il giudizio in dibattimento.
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