«Dovremmo considerare Pompei come un malato cronico in ospedale». È l'appello di Alberto Angela, che ieri ha presentato il suo libro «Impero - Viaggio nell'impero di Roma seguendo una moneta». «Pompei - spiega Angela - è un luogo estremamente antico e delicato, che ha bisogno di continua manutenzione. È un patrimonio unico ed è nostro dovere fare in modo che anche tra mille anni i turisti possano continuare a visitarlo. Credo che tutti abbiamo a cuore il suo destino, ma c'è qualcosa che non ha funzionato - evidenzia Angela - Bisognerebbe invece considerare Pompei come un grande malato in ospedale intorno al quale è normale vedere molti medici. Allo stesso modo dovremmo vedere lì legioni di restauratori, tecnici, archeologi e giardinieri a monitorare e intervenire. E saremmo bravissimi a occuparcene: stiamo persino insegnando ai cinesi come prendersi cura dell'Esercito di terracotta». Il discorso, sottolinea Angela, «non riguarda però solo Pompei: c'è anche Ercolano, le ville di Stabia e Oplontis con i meravigliosi affreschi e la villa della moglie di Nerone. Nel mondo - conclude - tutti sognano di venire ad ammirare Roma. È un patrimonio unico, che nessuno ci può copiare e che non si esaurisce. Per questo investire nei Beni Culturali è per noi un dovere etico, ma anche economico».