I ponteggi stanno lì da due anni: la basilica-gioiello di Sant'Angelo in Formis è in attesa di interventi, prima che risolutivi, chiarificatori. «Nel febbraio 2008 dice don Francesco Duonnolo, rettore della basilica furono istallati i primi ponteggi. Collocati tra gli archi che dividono la navata centrale da quella laterale destra, non davano molto fastidio all'occhio e alla fruibilità. Poi nell'ottobre 2009 sono stati ampliati e ad oggi occupano metà della navata centrale. Da allora non è cambiato nulla». I lavori sono di competenza della soprintendenza che dice il sacerdote non dà notizie di sé da troppo tempo. «Il rigonfiamento di pareti e travi - continua don Francesco rese necessario un puntellamento per garantire la stabilità dell'edificio. Furono ravvisati problemi statici di cui ad oggi non sono state ancora accertate le cause». In effetti sotto la basilica, costruita su un antico tempio romano, vi sono falde acquifere ma non si sa se la mancanza di staticità è data dalle falde oppure dal peso eccessivo del restaurato tetto. «Per stabilire le cause aggiunge amareggiato don Duonnolo la soprintendenza deve far esaminare la struttura. Lo scorso 17 febbraio, l'arcivescovo Bruno Schettino e io fummo ricevuti dalla soprintendente Paola David che ci disse che avrebbe provveduto a istituire una commissione di studio per fare la diagnosi. Da allora tutto è rimasto lettera morta». La prima costruzione della basilica viene fatta risalire all'epoca longobarda. Nel X secolo la chiesa fu donata ai monaci di Montecassino, che volevano costruirvi un monastero. All'abate Desiderio di Montecassino, che divenne papa Vittore III, si devono gli affreschi di scuola bizantino-campana che decorano l'interno e che costituiscono uno tra i più importanti e meglio conservati cicli pittorici dell'epoca nel sud Italia. «In questo luogo fa notare il sacerdote si celebravano, mediamente, duecento matrimoni l'anno. Dallo scorso anno ne hanno disdetti 185». Inevitabile, con quell'ingombro nella navata. Per smuovere le acque e raccogliere fondi necessari al mantenimento della struttura un testimonial d'eccezione, Peppino di Capri, si è messo al lavoro realizzando un Q-disc di canzoni che sarà distribuito a breve. Si tratta di quattro brani di famose melodie natalizie rielaborate e arrangiate e che prevedono per il coro la partecipazione dei ragazzi dell'associazione culturale CapuaCineArt. «Un'attenzione per questo luogo - conclude don Duonnolo - che nessuna istituzione pare abbia mostrato finora». Di Capri non ha dubbi: «Quando ti trovi davanti a tale bellezza, messa a rischio dall'incedere del tempo, non puoi assolutamente rimanere indifferente e senti di dovere fare qualcosa».
CAMPANIA - basilica-gioiello di Sant'Angelo in Formis è in attesa di interventi
La basilica-gioiello di Sant'Angelo in Formis è stata oggetto di lavori di consolidamento per due anni, ma non è stato ancora risolto il problema di stabilità dell'edificio. I ponteggi sono stati istallati nel 2008 e ampliati nel 2009, ma non è stato fatto nulla per risolvere i problemi statici. L'arcivescovo Bruno Schettino e il rettore don Francesco Duonnolo hanno ricevuto la soprintendente Paola David, che ha promesso di istituire una commissione di studio per fare la diagnosi, ma da allora non è stato fatto nulla. La basilica è stata costruita nel X secolo e contiene affreschi di scuola bizantino-campana.
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