Non è più a carico di ignoti il fascicolo delLa procura di nicosia sul sito di dittaino Colpo di scena nell'inchiesta che è stata aperta a carico del Comune di Assoro, territorio in cui ricade il progetto il dott. scavone Assoro. Ci sono i primi iscritti nel registro degli indagati per la vicenda della megadiscarica al Dittaino. Il fascicolo di indagine aperto dal procuratore capo di Nicosia Fabio Scavone, non è più a carico di ignoti. Un colpo di scena nell'inchiesta che era stata avviata per accertare ipotesi di falso e abuso di ufficio commesse da pubblici funzionari nel rilascio delle autorizzazioni a realizzare il mega sito di raccolta e trattamento dei rifiuti. Riserbo fittissimo del procuratore Scavone sul numero degli indagati e sui ruoli amministrativi ricoperti. "Si tratta di una indagine estremamente complessa - si è limitato a dichiarare il capo della procura di Nicosia - che deve verificare una serie di passaggi che coinvolgono gli Enti che hanno rilasciato pareri o autorizzazioni". Il riferimento è al Comune di Assoro, nel cui territorio avrebbe dovuto essere realizzata la discarica, alla Provincia e all'assessorato regionale Territorio e Ambiente. Il Comune ha rilasciato la concessione edilizia mentre l'assessorato ha rilasciato l'autorizzazione finale alla costruzione del sito. La Regione nelle scorse settimane, dopo l'onda di proteste sollevatasi in tutto l'ennese, non ha rinnovato i permessi e di fatto ha determinato la "fine del progetto", ma eventuali reati penali commessi nell'iter di approvazione comunque rimangono e non si "cancellano" per il solo fatto che il sito non verrà realizzato. Gli aspetti sui quali la Procura indaga, sono numerosi. Intanto si deve verificare se sussistevano gli estremi dell'emergenza che motivano il ricorso alla conferenza di servizio che di fatto azzera qualunque iter regolare. In ogni caso alla conferenza non hanno partecipato i Comuni di Enna, Agira e Valguarnera i cui territori sono immediatamente confinanti con l'area individuata per l'impianto e che per tale circostanza vi avevano diritto. L'intera procedura seguita potrebbe non essere legittima, perché ha messo in atto azioni possibili solo se sussiste una "emergenza". Il Comune di Assoro ha concesso la licenza edilizia in variante al Prg, modificando la destinazione dei terreni in giunta. Quindi solo sindaco e assessori hanno dato una diversa destinazione ai terreni agricoli senza portare il punto in consiglio comunale, passaggio tecnico obbligatorio se non sussiste la situazione di "emergenza". Saltata quindi tutta la procedura che prevede il voto del consiglio comunale, la trasmissione della delibera all'assessorato regionale Territorio e Ambiente, l'esame della commissione che decide se autorizzare la variante e infine della pubblicazione sulla Gurs del decreto che modifica il Prg. Le concessioni edilizie sono state rilasciate dal Comune di Assoro, saltando completamente questi passaggi. L'assessorato regionale Territorio e Ambiente, da parte sua, ha rilasciato l'autorizzazione a costruire la "piattaforma" con una procedura che sarebbe stata legittima solo se per la Sicilia era vigente lo "stato di emergenza rifiuti". Inoltre l'autorizzazione sarebbe stata rilasciata anche in mancanza del nullaosta della soprintendenza. L'opera sarebbe stata equiparata alle opere pubbliche per le quali, anche in assenza di vincoli paesaggistici, è necessaria la verifica preventiva dell'interesse archeologico con una procedura che prevede accertamenti ed il rilascio di un nullaosta della Soprintendenza competente per territorio. Giulia Martorana 08122010
SICILIA - Rilascio delle autorizzazioni per la discarica, indagati funzionari per falso e abuso d'ufficio
La Procura di Nicosia ha aperto un fascicolo di indagine sul sito di raccolta e trattamento dei rifiuti di Assoro, in cui sono stati rilasciati permessi edilizie e autorizzazioni senza seguire la procedura regolare. Il fascicolo non era più a carico di ignoti, ma ora è stato riportato a carico di indagati. La Procura indaga su possibili reati commessi, come falso e abuso di ufficio, e sulla legittimità della procedura seguita. La Regione ha determinato la "fine del progetto" dopo l'onda di proteste, ma i reati commessi rimangono.
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