Giancarlo Consonni, urbanista del Politecnico: i posti auto attirano traffico mentre larea può diventare un museo naturale Giancarlo Consonni, professore di Urbanistica al Politecnico: alla Darsena si potrebbe riaprire il cantiere del parcheggio. «Speriamo davvero di no. Perché per una volta che il Comune si era riappropriato del potere decisionale su quellarea, e non si poteva quindi che essere solidali con il ripensamento del progetto di un parcheggio, è davvero un peccato che si rischi di tornare indietro. E comunque bisogna capire se anche i costruttori sono ancora interessati a quel progetto, visto che la situazione globale è diversa da quella di sei anni fa». Bisognerà stabilire se quel parcheggio serve o meno. Secondo lei? «Era un errore già allinizio, quel progetto. Perché in una zona già congestionata dalla movida bisogna tenere lontano il traffico privato, incentivando luso dei mezzi pubblici e togliendo spazio alle auto. Quindi mi auguro non solo che non si faccia il parcheggio, ma che anche con questa piccola riqualificazione che sembra stia facendo il Comune, non tornino né le auto né la fiera di Senigallia». In realtà nella sistemazione in corso alla Darsena cè anche una bella striscia dasfalto, di fronte alle panchine. «Lì servirebbe un risanamento reale, invece nei nostri amministratori manca una cultura specifica sullidentità di un luogo nobile come la Darsena. Non basta mettere qualche panchina e un po di erba, vera o finta, che fanno tanto giardinetto e trasformano una zona con una sua storia precisa in una immagine da cartolina». E quindi? Cosa servirebbe alla Darsena? «Un progetto reale che la trasformi in un museo allaperto, in un luogo in cui la storia si interseca allutilizzo quotidiano. Purtroppo non sembra questa la direzione verso cui si sta andando: al contrario, le ultime scelte sulla Darsena mi sembrano il risultato di una sottocultura di cui Milano, purtroppo, dà spesso prova». (or. li.)