Sequestrato un altro monumento abbandonato: è la dimora settecentesca dei Gesuiti in via Colombo Il palazzo è dellIpab Principe di Palagonia. I vigili erano già intervenuti nel 2005, ma da allora non è cambiato niente Alla sua destra cè il Centro per la progettazione e il restauro dellassessorato dei Beni culturali, alla sua sinistra listituto comprensivo Karol Wojtyla. Eppure da anni il complesso monumentale della "ex Quinta casa dei gesuiti al Molo" è in stato di assoluto degrado e rischia di crollare. Con queste motivazioni il Nucleo di tutela del patrimonio artistico della polizia municipale, guidato da Giuseppe Crucitti, ha sequestrato ieri ledificio settecentesco di via Cristoforo Colombo, di proprietà dellIstituto di assistenza e beneficenza Principe di Palagonia. Il provvedimento, deciso dal gip Antonella Consiglio su richiesta del pm Alessandro Picchi, arriva dopo una serie di blitz che nei giorni scorsi avevano portato i sigilli anche davanti alla chiesa della Gancia, ora temporaneamente rimossi per effettuare gli interventi necessari alla messa in sicurezza. Il monitoraggio della ex Quinta casa era in atto sin dal 2005, quando i vigili intervennero con un primo sequestro. Da allora lente proprietario delledificio si è limitato a collocare un ponteggio allesterno, senza operare i necessari interventi di riqualificazione. Così si è determinato un rischio di crolli nelledificio ma anche di pericoli per la salute legati allo stato di abbandono: «Allinterno abbiamo trovato unampia copertura in eternit rotta in più pezzi e quindi molto pericolosa, specie per i bambini della scuola accanto - racconta Crucitti - Il giardino interno è diventato una mini-discarica e un ricovero per tossicodipendenti». Adesso ai responsabili dellente proprietario arriverà una denuncia per lo stato di abbandono delledificio, lomessa tutela di un bene culturale e i rischi per la salute pubblica causati dalle lastre di amianto. A chiedere il restauro delledificio era stata anche la Protezione civile con tre ordinanze emesse dal 2001 al 2005. «Da anni denunciamo questa situazione che mette in pericolo la salute dei bambini», accusa Silvana DAnna, direttore amministrativo dellistituto Wojtyla. Nessuna segnalazione, invece, è arrivata dalladiacente Centro per il restauro: «È in itinere il processo di acquisizione dellarea in cui sorge ledificio, ma fino ad allora non possiamo fare nulla», spiega il direttore Adele Mormino.